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FATEBENEFRATELLI: CAMICI & TONACHE – Angelo Nocent

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PERCHE’ CAMICI & TONACHE

L’ispirazione del titolo mi viene dalla prima biografi di San Riccardo Pampuri del canonico del Duomo di Milano Mons. Giuseppe Gornati. Ma non so se calza ancora. Mi hanno riferito che all’Isola Tiberina, l’antico ospedale romano dei Fatebenefratelli,  un frate vestito da frate ormai lo si può vedere solo dipinto sui muri. E così in altre parti, d’Italia e all’estero.

Il titolo “Camici & Tonache” vorrebbe essere un chiaro riferimento a laici e consacrati associati, distinti da divise, logisticamente separati (casa-convento), ma uniti nell’azione sanante nel nome di Gesù e per mandato della sua Chiesa. Ciò che li distingue agli occhi superficiali è poca cosa, ciò che li unisce unisce, quindi, che li mette in società, è soltanto l’amore a un Amore indicibile.

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Sono stato ferito dagli ammonimenti del vescovo:

  • Sto scrivendo nella sera di San Valentino, la festa degli innamorati.
  • Se voi vi innamoraste di Gesù, così come nella vita vi siete innamorati
  • di una creatura, o di una povera idea…il mondo cambierebbe”.

                                                                         + don Tonino vescovo 

Un inciso: 

Siamo troppo divisi:

  • nei progetti,
  • nei programmi,
  • nei percorsi,
  • nelle mete. 

Siamo troppo arroccati:

  • ognuno nel suo guscio,
  • nel suo ghetto,
  • nella sua casa,
  • nella sua Chiesa.
  • La scomunica diviene stile.
  • La differenza diviene prassi.
  • Il sospetto reciproco diviene metodo.
  •  
  • Ritroviamo le cadenze smarrite del dialogo interper-sonale.
  • Riscopriamo la gioia della corresponsabilità.
  • Assaporiamo il gusto della collaborazione.
  • A tutti i livelli.
  • All’interno della casa.
  • Tra una famiglia e l’altra.
  • Tra parrocchia e parrocchia”

                                                   + don Tonino vescovo 

CamiciCamici & Tonache” devono recepire la voce dello Spirito che dice: “ Io ho un popolo numeroso in questa città” (At 18,18). Quindi, più che perdersi in dispute, dovranno: 

  • riconoscere l’azione dello Spirito nel cuore di ogni uomo che accostano,
  • nel cuore della citta in cui operano,
  • nella storia di ogni componente la comunità terapeutica in cui sono impegnati.
  • Per questo “popolo numeroso”, dovranno lasciare che lo Spirito susciti nella comunità ospedaliera uomini e donne, persone e gruppi che siano come Gesù,
  • Che come Lui pensino, agiscano, soffrano da veri figli di Dio,
  • E come Lui donino la vita per i fratelli.

Fatebenefratelli-TonacheQuesti richiami che precedono il tema che verrà sviluppato, hanno lo scopo di predisporre gli interessati all’azione dello Spirito santo sui singoli come sulla “sanante Chiesa locale”. 

Da una parte

  • c’è il Consolatore,
  • principio invisibile dell’unità,
  • che supera le divisioni e le frantumazioni,
  • dà pace ai cuori,
  • li salda nella gioia della comunione col Padre e col Figlio in Lui,
  • è l’anima dell’unità della chiesa,
  • fa di questa unità un segno, strumento,
  • profezia dell’unità del mondo.

Dall’altra parte

  • Lo Spirito suscita la ricchezza dei doni e dei ministeri più diversi,
  • Spinge a vivere la vita nuova dei risorti come servizio e missione,
  • È Spirito di unità,
  • Soregente di varietà carismatica e ministeriale,
  • Fonte di doni e servizi differenti,
  • Chiamati tutti a contribuire alla crescita comune nell’unico Corpo di Cristo, che è la Chiesa.

 La lettera di Paolo ai Cristiani di Corinto:

  • “vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;
  • vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore;
  • vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio,
  • che opera tutto in tutti.
  • E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune ” ( 1Cor 12,4-7). 

La nuova comunità ospedaliera è ancora nella fase progettuale. Da affezionato e fedele discepolo, prendo in prestito dal magistero del Card. C. M. Martini. La nuova realtà ospedaliera dovrà essere pensata in questo modo: 

  • Una comunione ecclesiale,
  • Insieme di diversità riconciliate,
  • Vivificata dallo Spirito,
  • Una varietà unificata nella carità e nella reciprocità (pericoresi), ossia ad imitazione dell’ unità del Dio unico nelle tre Persone della Trinità:
  • abisso di differenze in comunione,
  • comunione dei discepoli sull’esempio della comunione di Gesù con il Padre, origine, modello, meta della comunione ecclesiale,

C’è da sbalordire, perché a questi livelli siamo chiamati. E’ il “COME” giovanneo che illumina il rapporto tra la Trinità e la Chiesa: 

  • Amatevi gl’uni gl’altri, come io ho amato voi” (Gv 15,12; cf. 13,34).
  • Come tu, Padre, sei in me e io in te, sìano anch’essi in noi una cosa sola…
  • siano come noi una cosa sola” (Gv 17,21.22

 Più che da masticare, questi concetti sono da ruminare. Bisogna ritornarci sopra, assimilarli, devono uscire dagl’occhi. Queste sono le forche caudine della cosiddetta “nuova ospitalità” che vuole coniugarsi con i “laici collaboratori”. O si passa da qui o il nuovo è una bufala. 

Come io… Come tu… Come noi…”: 

  1. “ Sotto l’azione dello Spirito la Chiesa vive di un’unità profondissima,
  2. frutto della partecipazione alla vita eterna di Dio,
  3. senza però che l’unità significhi massificazione,
  4. esprimendosi anzi in una varietà di volti, di carismi e di servizi che ha qualcosa di analogo alla varietà esistente fra le stesse Persone divine.
  5. Lo Spirito dunque unifica il diverso e diversifica l’unito,
  6. riconcilia il distinto e distingue nella comunione dei riconciliati.

Vivere secondo lo Spirito richiede perciò la piena accoglienza della sua duplice azione:

  • Rifiuta lo Spirito santo chi opera divisione, quanto chi volesse massificare e appiattire le diversità.
  • Accoglie invece lo Spirito chi promuove e rispetta, valorizzandola, la diversità da Lui suscitata,
  • Si adopera perché tutto concorra all’utilità comune,
  • Serva per l’edificazione dell’unico Corpo del Signore Gesù, che è la Chiesa della Trinità”. (in “Tre racconti dello Spirito”) 

E’ utopistica una simile realtà ospedaliera? Credo proprio di no. Quando si avvierà la discussione sul tema di questa ricerca, nessuno dovrà mai perdere di vista che lo Spirito soffia dove vuole ed ovunque soffi, va bene così. 

Bisognerebbe, pertanto, che ognuno 

  • bandisca le rigidezze e le sclerotizzazioni,
  • si muova senza pregiudizi e forzature,
  • senza chiusure e indebite assolutizzazioni della propria appartenenza,
  • anche dell’appartenenza al corpo visibile della Chiesa cattolica, dell’Ordine religioso, del tal Movimento della tal’altra Associazione.

 E’ parola di Dio: “Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2Cor 3,17)

  Sennonché,

  • una delle tentazioni più sottili e perfide del Maligno è quella di farci cadere nella tristezza come se Dio ci avesse abbandonato in un mondo cattivo, contro il quale lottiamo ad armi impari, perché l’indifferenza, l’egoismo e la dimenticanza di Dio hanno a poco a poco il sopravvento.
  • E’ questo un grave peccato “contro lo Spirito santo” (cf. Mt 12,31s), che nega in pratica la sua forza e la sua capacità pervasiva, la sua penetrazione come vento e come soffio in tutti i meandri della storia.

  Al contrario, la fiducia nel Signore che “ha un popolo numeroso in questa città” (At 18,10)

  • promuove un discernimento realistico sulle condizioni positive e negative della fede nel nostro mondo,
  • senza indulgere né a vuoti ottimismi né a sterili pessimismi.
  • Lo Spirito santo fa intravedere quella rete di relazioni di amore che lui sta formando nel mondo e che è riflesso di quella rete di relazioni di amore che è la Trinità santa”.

 Nelle pagine successive inizierà il tentativo di una revisione degli atteggiamenti personali rispetto all’agire dello Spirito in noi e nella realtà sanitaria in cui ci troviamo a vivere e ad operare. Trattandosi di svolta rivoluzionaria, occorre forse che gli “uomini rivoluzionari”, trovino anche un coraggioso linguaggio, pronuncino espressioni verbali capaci di riscattare dalle paure che comportano i viaggi e le spedizioni nell’ignoto. Da questo asillo è nato il successivo capitolo.

(        )

   Camici

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