Crea sito

FATEBENEFRATELLI: NAZARETH E’ IL CANTO DI UNA FEDELTA’ CHE DIVINIZZA – A. Nocent

IN PUNTA DI PIEDI VERSO IL CAPITOLO GENERALE 2012

Carlo Carretto  dei Piccoli Fratelli di Gesù, in “La Madonna del carrettino”, ad un certo punto scrive: 

“… Quella sera sentii per la prima volta che mi stavo avvicinando al mistero di Maria. Per la prima volta non la vedevo sull’altare come una statua immobile di cera, addobbata con abiti da regina, ma la sorella, vicino a me, seduta sulla sabbia del mondo, con i sandali logori come i miei e con tanta stanchezza nelle vene. 

Allora capii perchè sua cugina Elisabetta, che Maria era andata a trovare dopo quei fatti (si esce sempre volentieri dal proprio ambiente quando si è col ventre grosso e gli occhi dei vicini ti guardano in una certa maniera puritana), avesse potuto dire al termine del racconto che Maria le aveva fatto: ‘Beata te che hai creduto’.

 Sì, veramente beata!

Maria, ci vuole coraggio a credere a queste cose! E’ difficile per noi credere a quello che dici testimoniandoci che quel figlio non è frutto di un’avventura notturna che non vuoi spiegare. Ma è difficile soprattutto per te! 

“Beata te che hai creduto” (Lc 1,45).

E’ il massimo che si può dire ad una ragazza semplice, umile, povera, che ha avuto la ventura di parlare con gli angeli, lei che è un nulla, e che si è sentita dire che dovrà avere un figlio che sarà il Santo e il figlio dell’Altissimo, sì, proprio lei, l’ultimo e il più piccolo ‘resto’ d’Israele. 

“Beata te che hai creduto, Maria” (Lc 1,45).

Quella sera sulla sabbia, vicino alla gueltà di Issakarassem avevo deciso di scegliere Maria come maestra nella fede. Avevo trovato un contatto vitale con lei. Non era più un personaggio a cui dovevo ‘culto’, era la sorella del mio cuore, la compagna di viaggio, la maestra della mia fede. Sì, proprio della fede.

E mi spiego. Dovete sapere, fratelli, che la marcia della fede l’ho fatta tutta e… a piedi...”.

Questa premessa permette un auspicio: che la FAMIAGLIA OSPEDALIERA DI SAN GIOVANNI DI DIO provi ad entrare in uno scantinato con le tracce visibilissime di luogo abitativo che gli scavi archeologici danno sempre più  come evidente dimostrazione che qui, è avvenuto qualcosa di straordinario e sublime: l’incarnazione del Verbo nel gremo di Maria, la vergine di Nazareth.  

Altri scantinati CARICHI DI SILENZIO che li rimandi a questo, andranno individualizzati dove si abita, si lavora. E’ solo in tale immersione che sarà posibile realizzare il sogno di una RINASCITA. A condizione però che non ci si blocchi alle prime ragnatele che s’incontrano si ma riesca a stabilire un contatto vitale con Colei che “non capiva tutto ciò che Egli diceva ma se lo ripeteva dentroproprio tra queste pareti.

  •  Una sorella,
  • una compagna di Viaggio,
  •  una maestra della fede di tutti e di ognuno.

Perché la FEDE, abituati come siamo a sentirci dire che è dono, è anche fatica. E, quando è autentica, diventa FEDELTA’. Nazareth  ormai più che un villaggio è un canto, l’inno della fedeltà.

Perché la fede non significa solo CREDERE in Dio ma  VIVERE secondo Dio. E la fedeltà è solo come conseguenza di un “a poco a poco” della fede che entra nella vita, che si fa obbedienza alla volontà di Dio, un realizzarsi che avviene attraverso strade misteriose.

A Nazareth, in quel contesto di Famiglia, la fedeltà assume concretamente due caratteristiche:

LA FEDELTA’ AL SILENZIO. Quella è la casa del silenzio. Ed è nel silenzio, amico di Dio, che sbocciano le parole più vere, come nell’utero della madre sboccia la vita. 

Abituati alle riunioni dove c’e uno  che parla e tutti ascoltano, il dialogo spesso è formale. Il più delle volte nessuno ha cose importati da dire. Anche se non si sente volare una mosca, il silenzio di Nazareth è altra cosa: è la condizione per sapersi ascoltare, per vivere la comunione.

Al contrario di ciò che si verifica nelle “convocazioni” che spesso creano delle tacite chiusure, dove è meglio non pronunciarsi e lasciar cadere, limitandosi a qualche considerazione sottovoce: è la solita minestra!

Non c’è DIALOGO là dove non c’è SILENZIO. Un silenzio essenziale che fa crescere l’adesione profonda al progetto di Dio, quasi mai visibile negli incontri formali che si fanno tanto per dare una parvenza di dialogo ne condivisione, laddove a prendere decisioni sono pochi e molto prevenuti sull’apporto che può dare la base, non stimolata a farsi pensante, abituata invece a subire.

La Famiglia Ospedaliera, se costruita sul modello di Nazareth avrà bisogno di porsi periodicamente delle domande basilari:

  • Nella casa comune  che tipo di silenzio c’é?

La motivazione è concreta, perché c’è silenzio e silenzio:

  • C’è il silenzio imposto dai rumori (che non è il chiasso o frastuono di un trapano), del bisbiglio senza fine per parlare d’altro. E’ il momento dell’incomunicabilità.
  • C’è il silenzio dell’egoismo. Esemplificando, si verifica in casa quando chi ha ragione aspetta che chi ha torto chieda scusa. E’ il silenzio poco evangelico di chi si sente nella ragione e pretende di far valere i suoi diritti. Logica vuole che chi ha torto debba ricordare i suoi doveri. Siamo alla paralisi perché viene a mancare l’iniziativa del perdono, del dialogo, della parola.

LA FEDELTA’ AL LAVOR0.

  • Nel lavoro emerge un valore umanizzante che fa crescere.
  • Nel lavoro c’è il senso della creazione: partecipazione alla creazione.
  • Nel lavoro c’è anche il segno della redenzione, della passione permanente: il lavoro è la fatica dell’uomo.

Il suo contrario è la DISUMANIZZAZIONE. Si verifica quando

  • il lavoro diventa idolo, prima della famiglia, non “per la famiglia”; 
  • Il lavoro prima delle persone e non “per le persone”.

L’ ALIBI E’ VECCHI COME IL MONDO:

  • non abbiamo tempo per parlare, per pregare,…
  • perché il tempo “è denaro”
  • e tutto è finalizzato al lavoro redditizio, ossia deve “rendere”.

La logica di  Nazareth cozza con la mentalità dominante. La FAMIGLIA OSPEDALIERA se non si prefigge di entrare nella dimensione del MISTERO è destinata a cadere nelle contraddizioni di chi capisce, vorrebbe, ma…

  • La grandezza del disegno divino, va bel oltre i piccoli miraggi…
  • Le “cose del Padre mio” che sono quelle vere, spaventano…
  • Le  Sue Parole, se pane quotidiano da “conservare nella madia del cuore”, sbocconcellando ogni tano mentre si lavora, sono il solo antidoto contro la DISUMANIZZAZIONE.
  • Flebo di PAROLE DI DIO (goccia dopo goccia…) non solo UMANIZZANO ma compiono il prodigio della DIVINIZZAZIONE dell’uomo.

La SCRITTURA non è solo insostituibile sorgente culturale della Chiesa ma anche il modulo di riferimento di un cambio culturale di chi intende fare di una struttura socio-sanitaria una CHIESA DOMESTICA, dunque a conduzione familiare. E’ da lì che l’ ” OSPITALITA’ ” cessa di essere parola generica, astratta e ci consegna un a luce nuova e vera per leggere la vita, la morte, l’amicizia, il dolore, l’amore, la famiglia, il lavoro, le varie situazioni personali, la soltudine, i segreti movimenti del cuore, i grandi febomeni sociali ed epocali, tutta la vita umana.

Il VANGELO, questa “buona notizia” per me, per te, per l’uomo, viene ha rovesciare una mentalità pagana che ci coviamo dentro.

Il Card. Carlo Maria Martini un giorno s’è chiesto: “E’ davvero peggiore la nostra situazione odierna di ateismo diffuso?” E s’è dato questa risposta: “Forse è più facile parlare del Dio vero in una situazione di ateismo che non in una situazione di SUPERSTIZIONE, dove il parlarne può essere travisato, stravolto“.

Volendo sintetizzare attingendo dal Vangelo di Marco, quello scritto per primo, l’evangelista schematizza così il Dio di Gesù:

  • E’ Dio a prendere una iniziativa misteriosa, a venirci incontro. Ma non è nominato: “Ecco, io mando il mio angelo davanti al tuo volto” (Marco 1, 2).
  • E’ nel Figlio che capiamo qualcosa dell’inconoscibile mistero: “Tu sei il Figlio mio, il diletto, in te mi compiacqui” ( 1, 11).
  • Il “catecumeno” che permane in me, non è invitato a dire subito: “Dio è qui, Dio è questo o quello”. Devo comprendere che Dio è colui che viene a prendere possess della mia vita e mi viene incontro con una misteriosa iniziativa. Maria di Nazareth lo ha compreso da subito: “guardò giù alla bassezza della sua serva” (Luca 1, 48) 
  • E’ un Dio che perdona. Curioso è che sono gli avversari a proferire questa frase: “Chi può rimettere peccati se non il solo Dio?” (Marco 2, 7).
  • Un Dio buono e fedele: “Nessuno è buono se non il solo Dio” (Marco 10, 18).
  • Un Dio a cui tutto è possibile:”Abbà, Padre! Tutto è possibile a te: togli questo calice da me; ma non ciò che voglio io, ma tu” (Marco 14, 36).

” Si è molto discusso — ha osservato infine  Don Pasqual Chávez — se la vita religiosa, colpita dal processo di invecchiamento e dalla scarsità di vocazioni, possieda le energie indispensabili per rispondere alla sfida della «nuova evangelizzazione».

Si dimentica che la vita religiosa non si riduce all’Europa ma comprende tutti i continenti, in alcuni dei quali gode di perfetta salute, di crescita e significatività. Si passa sotto silenzio il fatto che la vita religiosa oggi, come sempre, sta rendendo presente la Chiesa tra gli emarginati e gli scartati, preoccupandosi di bambini che devono nascere, di malati senza speranza di guarigione e di anziani che vivono da soli.

Si disconosce, inoltre, che, anche in Europa, è in atto un dinamismo di rinnovamento delle congregazioni. A ciò si dovrebbe aggiungere l’impulso delle «nuove forme di vita religiosa».

A N N O   1 7 9 2

Quella di San Giovanni di Dio

UNA FAMIGLIA DA SEMPRE

IN STATO DI MISSIONE

 

48 Risposte a “FATEBENEFRATELLI: NAZARETH E’ IL CANTO DI UNA FEDELTA’ CHE DIVINIZZA – A. Nocent”

  1. Hello! Someone in my Myspace group shared this site with us so I came to
    take a look. I’m definitely loving the information.
    I’m bookmarking and will be tweeting this to my followers!
    Wonderful blog and great style and design.

    Here is my site – minecraft for free

  2. Gгeetings! This іs my first comment hеre
    so I just wаnted to gіve a quіck shout оut and
    tell you I reаlly еnјoу reading through your poѕts.
    Can you recommend any other blogs/websites/forumѕ that
    go over thе same subjectѕ? Apprecіate it!

  3. … [Trackback]…

    […] Read More here: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  4. However, federal law treats money in the dependent student’s custodial 529 plan account as though it were a mother or
    father asset about the Fafsa Alicia keys concert this loan service
    is regarded as as suitable financial source for those who need immediate cash as they
    may be off with their paydays.

  5. … [Trackback]…

    […] Informations on that Topic: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  6. I do nοt еven κnow how I еndеԁ up hеre, but
    I thought this post was good. ӏ dоn’t know who yοu агe but сertainlу
    you’rе going tо a famοus bloggeг if you are not already ;) Сheеrs!

  7. … [Trackback]…

    […] Read More here: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  8. So, what exactly is an angel investor without cash likely
    to do to have around this concern super real
    right after your support of need a 5000 loan with bad
    credit, the approved cash advance is going to be straightly wired deposited
    into the bank account.

  9. … [Trackback]…

    […] Read More: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  10. … [Trackback]…

    […] Informations on that Topic: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  11. mbt shoes outlet…

    Such as Classic Cambridge satchel, Batchel Cambridge Satchel, Designer Cambridge satchel and the Cambridge satchel backpack….

  12. … [Trackback]…

    […] Read More: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  13. … [Trackback]…

    […] Read More: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  14. … [Trackback]…

    […] Informations on that Topic: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  15. … [Trackback]…

    […] Read More here: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

  16. … [Trackback]…

    […] Informations on that Topic: laporta.altervista.org/fatebenefratelli-nazareth-e-il-canto-di-una-fedelta-che-divinizza-a-nocent/ […]…

I commenti sono chiusi.