Crea sito

GESU’ TRA LA BELLEZZA E IL DOLORE – Joseph Ratzinger

mercoledì, 04 aprile 2007

Egli è bello tra i figli degli uomini, sulle sue labbra ride la grazia

IL BELLISSIMO

Gesù tra la bellezza e il dolore

di Joseph Ratzinger

(La Repubblica, 10 marzo 2004)

Ogni anno, nella liturgia delle ore del tempo di Quaresima, torna a colpirmi un paradosso che s’incontra nei vespri del lunedì della seconda settimana del Salterio. Qui, una accanto all’altra, rincorrono due antifone – una per il tempo di Quaresima, l’altra per la settimana Santa – che introducono il salmo 44, offrendone però una chiave interpretativa del tutto contrapposta.

E’ il salmo che descrive le nozze del re, la sua bellezza, le sue virtù, la sua missione, e poi si trasforma in un’esaltazione della sposa. “Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia”. La Chiesa, ovviamente, legge questo salmo come espressione poetica/profetica del rapporto sponsale di Cristo con la sua Chiesa. Riconoscere Cristo come il più bello tra gli uomini; la grazia diffusa sulle sue labbra significa l’intima bellezza della sua parola, significa la gloria del suo annuncio. Non è dunque la bellezza esteriore del Redentore a essere glorificata: ciò che si manifesta in lui è invece la bellezza della Verità, la bellezza stessa di Dio che ci attira e nel contempo ci procura la ferita dell’Amore, l’eros (la “sacra Passione”) che ci fa correre, assieme alla Chiesa e nella Chiesa/Sposa, incontro all’Amore che ci chiama. Ma il lunedì della Settimana santa la Chiesa cambia l’antifona, invitandoci a leggere il medesimo salmo alla luce di Isaia 53,2: “ Non ha bellezza né apparenza; l’abbiamo veduto: un volto sfigurato dal dolore”.

Come si conciliano le due visioni? Il “più bello” tra i figli degli uomini è tanto misero d’aspetto che nemmeno lo si vuole vedere. Pilato lo mostra alla folla: Ecce homo! Cerca di suscitare un po’ di pietà verso quell’essere maltrattato e percosso orami privo di ogni esteriore bellezza. Riferendosi al contenuto dei due testi citati, Agostino parla di “due trombe” che suonano in contrasto tra loro, eppure i loro suoni provengono da un medesimo soffio, dal medesimo Spirito. Nel paradosso egli vede contrapposizione, ma non contraddizione. Unico è infatti lo Spirito che suscita la Scrittura, traendone però differenti note e ponendoci proprio in questo modo di fronte alla perfezione della Bellezza e della Verità in sé. Chi crede in Dio, nel Dio che proprio nelle sembianze alterate del Crocifisso si manifestato come amore “sino alla fine” (Gv 13,1), sa che la bellezza è verità e che la verità è bellezza, ma nel Cristo sofferente apprende anche che la bellezza della verità include offesa, dolore e persino l’oscuro mistero della morte. Bellezza e verità possono rinvenirsi soltanto nell’accettazione del dolore, e non nel suo rifiuto.

Di recente, da molte parti è stato detto che dopo Auschwitz non sarebbe più possibile fare poesia né tanto meno parlare di un Dio di bontà. Dove si era nascosto Dio quando funzionavano i forni crematori? Una simile contestazione – per la quale del resto di davano motivi sufficienti, assai prima di Auschwitz, in tutte le atrocità della storia – significa, in ogni caso, che un concetto assolutamente armonioso del bello non è sufficiente, non essendo in grado di reggere il confronto con la gravità della messa in discussione di Dio, della Verità, della Bellezza. Né può bastare il socratico dio Apollo, considerato da Platone il garante dell’imperturbabile bellezza “veramente divina”.

Non resta dunque che tornare alle “due trombe” della Bibbia da cui avevamo preso le mosse, cioè al paradosso di Cristo, del quale si può dire “Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo …”, ma anche “Non ha bellezza né apparenza…un volto sfigurato dal dolore”. Nella passione di Cristo, l’estetica greca – ammirevole per il suo presunto contatto con il divino, che tuttavia rimane indicibile – non viene recuperata, ma è del tutto superata. L’esperienza del bello riceve una nuova profondità, un nuovo realismo. Colui che è la “Bellezza in sé” si è lasciato percuotere sul volto, coprire di sputi, incoronare di spine: la sacra Sindone di Torino ci racconta tutto in maniera toccante. Ma proprio in quel volto sfigurato appare l’autentica, estrema Bellezza dell’Amore che ama “sino alla fine”, mostrandosi così più forte di ogni menzogna e violenza. Soltanto chi sa cogliere questa bellezza comprende che proprio la verità, e non la menzogna, è l’estrema “affermazione” del mondo. E’ semplicemente un trucco astuto della menzogna quello di presentarsi come “unica verità”, quasi che al di fuori e al di là di essa non ne esista alcun’altra. Soltanto l’icona del Crocifisso è capace di liberarci da quest’inganno, oggi così prepotente. Ma ad un condizione: che assieme a Lui ci lasciamo ferire, fidandoci di quell’Amore che non esita a svestirsi della bellezza esteriore, per annunciare proprio in questo modo la Verità della Bellezza.

La menzogna conosce anche un altro stratagemma: la bellezza ingannevole e falsa, quella bellezza che abbaglia e imprigiona gli uomini in se stessi, impedendo loro di aprirsi all’estasi che indirizza verso l’alto. Una bellezza che non risveglia nostalgia dell’indicibile, la disponibilità all’offerta, all’abbandono di sé; che alimenta invece la brama e la volontà di dominio, di possesso, di piacere. E’ di questo genere di bellezza che parla la Genesi: Eva vide che il frutto dell’albero era “buono da mangiare e seducente per gli occhi…” (Gn 3,6). La bellezza, così come la donna la sperimenta, risveglia in lei il desiderio del possesso, la fa ripiegare su sé stessa.

Con notevole frequenza amo citare Dostoevskij: “ La bellezza ti salverà”. Ma il più delle volte si dimentica che il grande autore russo pensa alla bellezza redentivi di Cristo. Occorre imparare a “vedere” Cristo. Non basta conoscerlo semplicemente a parole; bisogna lasciarsi colpire dal dardo della sua bellezza paradossale: così avviene la vera conoscenza, attraverso l’incontro personale con la Bellezza della verità che salva.

LA BELLEZZA DI CRISTO NELL’ARTE 
DALL’ANTICHITA’  AL RINASCIMENTO
di Mons. Pasquale Iacobone

Introduzione

In questo breve saggio non si vuol minimamente abbozzare una trat­tazione che possa dirsi completa, né tanto meno esaustiva, della comples­sa e articolata iconografia della figura di Cristo, ed in particolare del suo volto. Per questo si rimanda volentieri ai diversi studi in merito e alle voci di dizionari o enciclopedie che ne trattano ampiamente[1].

Nel contesto specifico di questo numero monografico di “PATH”, centrato sulla “via della bellezza”, si vuole piuttosto evidenziare la singo­lare bellezza di Cristo, ed in particolare del suo volto, così come ci viene mostrato dall’arte cristiana dell’Antichità, del Medioevo e del primo Rinascimento.

Ci chiediamo, dunque, quale bellezza riscontriamo in Cristo, e quale bellezza di Cristo, uomo Dio, viene espressa e mostrata dall’arte. Dopo il necessario e sintetico riferimento ad alcuni testi biblici, prendiamo in con­siderazione testi patristici e documenti storici in cui viene man mano deli­neata la “fisionomia” di Cristo e quindi la sua singolare bellezza. Sulla scorta di tale documentazione sarà quindi più agevole ed interessante esa­minare alcune opere d’arte, solo pochissimi esempi dei tanti possibili, che rispecchiano le diverse convinzioni sulla bellezza di Cristo maturate nella riflessione cristiana.

Non entriamo, poi, nella complessa ed articolata controversia relativa all’iconoclastia, che trova nel Niceno II una risposta essenziale, poiché la materia è già ampiamente studiata e costituisce comunque il naturale background di questo lavoro[2].

1. La bellezza di Cristo nel Nuovo Testamento

Acuni testi del Nuovo Testamento sono particolarmente significativi per la teologia dell’immagine e per la definizione della bellezza di Cristo nei suoi diversi aspetti.I testi paolini, innanzitutto, ci offrono alcune fondamentali afferma­zioni, su cui riflettere tutta la tradizione cristiana.Nella Seconda Lettera ai Corinzi (4,4.6)in un contesto di polemica con «coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula», Paolo riafferma vigorosamente il suo annuncio del «glorioso vangelo di Cristo che è immagine (eikon) di Dio». L’autorevolezza dell’Apostolo e la forza del suo annuncio derivano dalla rivelazione rice­vuta da Dio, che ha fatto risplendere nel suo animo, nel suo cuore, come in quello dei veri discepoli di Cristo «la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo».Abbiamo, così,due fondamentali affermazioni: Cristo è immagine-­icona di Dio, sul suo volto risplende la gloria divina. Nel famoso Inno cristologico con cui si apre la Lettera ai Colossesi viene ripreso il tema dell’immagine. Si afferma, infatti, al v. 15: «Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura». Si precisa che Cristo è immagine, dunque realtà visibile, percepibile, che rivela e manifesta la bellezza del Padre, del Dio invisibile. E al cap. 2, v. 9 si affer­ma, con termini molto pregnanti, che «è in Cristo che abita corporalmcn­te (somatikos) tutta la pienezza della divinità».Nell’altro Inno cristologico, riportato nella Lettera ai Filippesi (2,7-8), guardando al Cristo della Passione, al vero Servo sofferente che ricon­cilia l’umanità col Padre, si afferma:

«Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomi­ni; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce».

Nell’Incarnazione Cristo lascia dunque la morphé divina per assume­re la forma umana, quella di un servo, facendosi così simile all’uomo, e dunque visibile e percepibile, dotato di caratteri pienamente umani.Nell’incipit della Lettera agli Ebrei (1,3),l’Autore sacro riprende e approfondisce la visione paolina, offrendoci anche una precisa terminolo­gia, fondamentale negli sviluppi teologici ed iconografici successivi:

«Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta (charakter) della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola […]».

Cristo, dunque, non solo è immagine ma anche irradiazione della glo­ria di Dio, “carattere” della persona del Padre, reggitore del mondo con la forza della sua Parola.Il Vangelo di Giovanni, al pari della letteratura paolina, offre un con­tributo fondamentale alla definizione della “fisionomia” di Cristo, e rivelandoci la sua identità divina ci aiuta anche a definire la sua immagine umana, la sua corporeità e la sua visibilità/tangibilità.Punto di partenza ineludibile evidentemente, l’affermazione centra­le del Prologo (1,14):«IlVerbo si è fatto carne», a cui fa da pendant l’af­fermazione conclusiva: «Il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato». L’essere di Cristo nella carne, nella concreta condizione umana, è la condizione di possibilità perché la rivelazione del Padre possa entrare nella storia umana ed essere ascoltata, percepita ed accolta.Rafforza tale convinzione la perentoria risposta di Gesù a Filippo, che lo interroga chiedendogli di mostrare il volto del Padre (Gv 14,9):«Chi ha visto me, ha visto il Padre».Sarà questa affermazione a giustificare e motivare, nella riflessione teologica e nell’arte cristiana, non solo la rappresentazione figurativa di Cristo ma anche quella delle altre due Persone della Trinità, raffigurate esattamente alla stessa maniera. Nella figura umana visibile di Cristo si manifestano e si rivelano anche il Padre e lo Spirito[3].Uno spunto più concreto e immediato per l’iconografia cristiana dei primi secoli viene, inoltre, offerto dalla celebre espressione che ritroviamo al capitolo 10 (vv. 11.14):«Io sono il buon/bel pastore […]». Cristo viene designato come pastore e in più qualificato con l’aggettivo kalós, cioè bello, di una bellezza che non è disgiunta dalla bontà, corrispondente all’aggettivo ebraico (tôb) che ritroviamo, ad esempio, nel racconto della Creazione.Un altro testo significativo, anche per le suggestive e spesso commo­venti rappresentazioni che ha ispirato, è quello che si ritrova nel dialogo tra Gesù e Pilato, il quale, mostrandolo alla folla dei Giudei, afferma (19,5): «Ecco l’uomo!».Non vanno, infine, dimenticati i testi dei Sinottici che raccontano 1’evento teofanico della Trasfigurazione (Mc 9,2 8; Mt 17,1 8; Lc 9,28 36), in cui la bellezza di Cristo, e la sua rivelazione della gloria del Padre, ven­gono espresse attraverso il linguaggio della luce e dei colori.

2. Testimonianze antiche sulla figura di Cristo, sulla sua bellezza e sulla sua bruttezza o deformità

Se i testi biblici, ed in particolare quelli evangelici, non parlano delle caratteristiche fisiche di Cristo e non ne descrivono la fisionomia, né ce ne danno un “ritratto”, evidenziando piuttosto la sua identità divino umana, ci dicono qualcosa di più alcuni testi antichi. Non si tratta, certo, di testi che possiamo considerare storicamente attendibili sulla reale fisionomia fisica di Gesù, ma risultano comunque importanti, perché ci rimandano a tradizioni orali o a convinzioni che circolavano in ambienti cristiani già nei primi secoli[4].Un primo testo ci riporta l’obiezione di Celso, contenuta nell’opera Discorso vero, risalente all’incirca all’anno 170, conosciuta attraverso la citazione che ne fa Origene nell’opera scritta proprio per confutare le affermazioni dello stesso Celso:

«Qualora uno spirito divino avesse albergato nel corpo (di Cristo), questo avrebbe dovuto necessariamente superare gli altri corpi o per grandezza o per bellezza e forza o per la voce o per la maestà o per il dono della persuasione […]. Eppure d suo corpo non differiva affatto dagli altri corpi; ma – a quanto dicono – era picco­lo, brutto a vedersi e volgare»[5].

Lo stesso Celso, dunque, rimanda ad una opinione da lui appresa – “a quanto dicono” – e la ripropone come possibile.Un testo interessante, di matrice giudaica ma cristianizzato dal II secolo, è quello degli Oracoli Sibillini, in cui possiamo intravedere quale fosse l’impatto sociale e antropologico dell’affermazione della bruttezza di Cristo:

«Egli è venuto nel creato non in bellezza, ma come uomo povero, disonorato e insignificante per dare speranza ai miserabili»[6].

I Padri della Chiesa e gli scrittori cristiani dei primi secoli ripensano e tratteggiano la figura, e la singolare bellezza di Cristo, a partire dall’Antico Testamento, secondo un procedimento più che consueto nell’antichità cri­stiana.

Due testi scritturistici giocano un ruolo assolutamente primario, senza escludere altri possibili riferimenti: il Salmo 45 (44),2ss.e Isaia 53, 2ss.

Nel primo, un salmo regale, interpretato come inno di nozze del re mes­sia con la sposa, figura della Chiesa, si afferma, nella versione della Vulgata:

«Speciosus forma prae filiis hominum, diffusa est gratia in labus tuis […]. Specie tuaet pulchritudine tua intende […].   Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo, sulle tue labbra è diffusa la grazia […]. È  bello e maestoso avanza […]».

Nel secondo leggiamo la profezia di Isaia riguardo alla misteriosa figura del Servo sofferente di JHWH:

«Non est species ei, neque decor, et vidimus eum, et non erat aspectus, et desideravi­mus eum, despectum, et novissimum virorum, virum dolorum, et scientem infirmita­tem, et quasi absconditus vultus eius et despectus, unde nec reputavimus eum  […].  Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima».

Sulla scia di quest’ultimo brano, Padri come Ireneo e Tertulliano attribuirono a Cristo, anche per rispondere alla polemica docetista e gno­stica, tratti fisici decisamente negativi, ma che evidenziavano la sua piena assunzione della umanità, con tutti i suoi limiti e miserie.

Se Cristo stesso pronuncia sulla croce le prime parole del Salmo 22 (21),Tertulliano non esita ad interpretare in chiave cristologica anche il seguito dello stesso Salmo, tra cui il versetto 7: «Sono un verme e non un uomo»[7].

Giustino, nel suo Dialogo con Trifone, afferma in proposito:

«Quando i principi celesti videro che la sua figura era senza bellezza, senza onore e senza gloria, non riconoscendolo domandarono: “Chi è questo signore della gloria?” e lo Spirito santo rispose loro nel nome del Padre e a suo nome: “E signore delle potesta è il re della gloria”»[8].

Nella letteratura successiva, ad esempio nell’opera apocrifa conosciuta come Atti di Tomaso, la bruttezza di Cristo viene vista come uno stru­mento per ingannare il diavolo, e dunque come strumento di salvezza per l’uomo:

«Mentre pensavamo di poterlo assoggettare al nostro potere, egli (Cristo) si voltò e ci precipitò nell’abisso. Noi non lo conoscevamo, avendoci egli ingannato con il suo aspetto umile, con la sua indigenza e povertà. Al vederlo pensammo che fosse uno dei figli degli uomini, ignorammo che egli era il datore di vita a tutta l’umanità»[9].

Sulla dialettica tra bruttezza apparente e bellezza sostanziale di Cristo, ci offrono suggestive testimonianze alcuni esponenti della scuola alessandrina.

Clemente Alessandrino afferma, per un verso, che «il nostro Salvatore supera ogni natura umana. Egli è bello, tanto che Egli solo da noi è amato, da noi che aspiriamo alla bellezza vera»[10].

D’altra parte sostiene che «Egli stesso, il “capo della Chiesa”, venne sulla terra nella carne, benché “brutto e malforme nell’aspetto”, insegnandoci così a volgere lo sguardo alla natura invisibile e incorporea della causa divina»[11].

Il concetto è ripreso in un altro brano della stessa opera: «Il Signore volle assumere un corpo di forme meschine non invano, ma allo scopo che nessuno, apprezzando l’aspetto avvenente e ammirando la bellezza fisica, si distogliesse dalle sue parole e restasse escluso dalle realtà intelligibili solo per aver posto attenzione alle cose che poi vanno lasciate»[12].

Anche Clemente, dunque, in vista della redenzione dell’uomo, della sua divinizzazione, afferma che Cristo ha assunto su di sé la deformità del­l’uomo per poi ridonargli la bellezza originaria, quella autentica, che si manifesta in lui:

«Ma l’uomo in cui abita il Verbo […] è simile a Dio, è bello, non s’abbiglia; è la vera bellezza, perché è Dio […]. Ma Dio stesso, patendo insieme, fece la carne libera dalla corruzione e, liberatala da una schiavitù amara e portatrice di morte, la rivestì dell’incorruttibilità, dandole questo santo e imperituro ornamento dell’im­mortalità […]. Che il Signore fosse brutto nell’aspetto lo attesta lo Spirito per mezzo di Isaia: Lo vedemmo e non aveva bell’aspetto, né bellezza, ma un aspetto spregevole, vile davanti agli uomini. Chi è meglio del Signore? Non mise in mostra l’ingannevole bellezza della carne, bensì la vera berezza dell’anima e del corpo, la bonta dell’anima e l’immortalità della carne»[13].

Origene, rispondendo alle posizioni di Celso, prima accennate, affer­ma che ciascuno può percepire nell’aspetto di Cristo quel che riesce a cogliere e che, per chi sa guardare oltre l’apparenza, si rivela la vera bel­lezza del Signore: Non bisogna stupirsi, allora, se la materia, per natura mutevole e plasmabile è tale da giustificare le seguenti parole: “Non aveva forma, né bellezza”; e neppu­re bisogna stupirsi se essa è così gloriosa, impressionante e degna di ammirazione che, di fronte a cotanta bellezza, i tre apostoli saliti con Gesù sulla montagna, “caddero davanti al suo volto”»[14].

Nel volto sfigurato e deforme del Cristo sofferente, Origene invita gli uomini purificati e spirituali a scorgere, con sguardo di fede e in profon­dità, la luminosa bellezza del Cristo trasfigurato e risorto[15].

Lo stesso Origene sembra poi conoscere quanto scritto nell’opera apocrifa Atti di Giovanni, databile agli anni 140 150, in cui l’Apostolo prediletto racconta il suo incontro con Cristo:

«Quando ci allontanammo da quel luogo per seguirlo, allora mi apparve con la testa quasi calva, ma con una barba che discendeva folta, mentre a Giacomo apparve come un giovanetto con una barba recente […]. Spesso mi appariva come un uomo piccolo e brutto e quindi, altre volte, come uno che mirasse al cielo»[16].

Condividono le posizione di Giustino e di Clemente anche Ireneo[17]; Tertulliano[18] e Ambrogio[19].

La convinzione origenista, per cui la bellezza di Cristo è alla portata solo degli uomini “spirituali”, viene condivisa da Agostino, il quale sostie­ne che bisogna essere dotati di una vista pura per riuscire a vedere la bel­lezza sostanziale e spirituale di Cristo[20], altrimenti vedremmo soltanto, come nel caso degli estranei e dei persecutori, la sua povertà e deformità[21].

Anche per Agostino l’immagine sfigurata o deforme di Cristo è moti­vata dal suo assumere in toto la condizione umana, al fine di redimerla e di trasformarla, rendendola veramente bella[22].

Il testo forse più significativo a tal proposito è il commento alla Prima Lettera di San Giovanni:

«Noi dunque amiamolo, perché egli per primo ci ha amati […]. Ci ha amati per primo e ci ha donato la capacità di amarlo. Ancora noi non lo amavamo; amando­lo, diventiamo belli […]. La nostra anima, fratelli, è brutta per colpa del peccato: essa diviene bella amando Dio. Quale amore rende bella l’anima che ama? Dio sempre è bellezza, mai c’è in lui deformità o mutamento. Per primo ci ha amati lui che sempre è bello, e ci ha amati quando eravamo brutti e deformi. Non ci ha amato per congedarci brutti quali eravamo, ma per mutarci e renderci belli da brutti che eravamo. In che modo saremo belli? Amando lui, che è sempre bello. Quanto cresce in te l’amore, tanto cresce la bellezza; la carità è appunto la bellez­za dell’anima»[23].

A partire da questa premessa Agostino sifa carico della dialettica bellezza bruttezza di Cristo, il Messia annunciato dai Profeti, e ci offre la sua magistrale interpretazione dell’apparente contraddizione scritturistica, offrendo così un punto fermo in tutta la tradizione cristiana:

«Quale fonte ci afferma che Gesù è bello? Le parole del salmo: Egli è bello tra i figli degli uomini, sulle sue labbra ride la grazia. Dove sta il fondamento di questaasserzione? Eccolo: Egli è bello tra i figli degli uomini perché in principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio. Assumendo un corpo, egli prese sopra di sé la tua bruttezza, cioè la tua mortalità, per adattare se stesso a te, per rendersi simile a te e spingerti ad amare la bellezza interiore. Ma quali fonti ci rivelano un Gesù brutto e deforme, come ce lo hanno rivelato bello e grazioso più dei figli degli uomini? Dove troviamo che è deforme? Interroga Isaia: Lo abbiamo visto: egli non aveva più bellezza né decoro. Queste affermazioni scritturistiche sono come due trombe che suonano in modo diverso ma uno stesso Spirito vi soffia dentro l’aria. La prima dice: Bello d’aspetto, più dei figli degli uomini; e la seconda, con Isaia, dice: Lo abbiamo visto: egli non aveva bellezza, non decoro. Le due trom­be sono suonate da un identico Spirito; esse dunque non discordano nel suono. Non devi rinunciare a sentirle, ma cercare di capirle. Interroghiamo l’apostolo Paolo per sentire come ci spiega la perfetta armonia delle due trombe. Suoni la prima: Bello più dei figli degli uomini: essendo nella forma di Dio, non credette che fosse una preda l’essere lui uguale a Dio. Ecco in che cosa egli sorpassa in bellezza i figli degli uomini. Suoni anche la seconda tromba: Lo abbiamo visto e non aveva bellezza, né decoro: questo perché egli annichilò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini, riconosciuto per la sua maniera di essere, come uomo. Egli non aveva né bellezza né decoro, per dare a te bellezza e decoro. Quale bellezza, quale decoro? L’amore della carità; affinché tu possa correre amando e possa amare correndo. Già sei bello: ma non guardare te stesso, per non perdere ciò che hai preso; guarda a colui dal quale sei stato reso bello. Sii bello in modo tale che egli possa amarti»[24].

Che quella di Gesù Cristo sia una bellezza assolutamente unica e singolare, non semplicemente apparente ocorporea, Agostino loconferma nella Città di Dio: «La bellezza di Cristo è tanto da amare e da ammirare, quanto meno è una bellezza corporea»[25].

Nel commento a diversi Salmi (44; 95; 103 […]e in alcuni Sermoni (44; 62; 95; 138; 254 […], Agostino riprende questi pensieri trasformandoli in tema nuziale: Cristo, lo sposo, per amore della Chiesa sposa, si è abbrutito (foedus factus est)ed è divenuto, come lei, anch’egli deforme (deformis factus est)per rendere, col suo amore e col suo sacrificio, bella la sposa, per arricchirla della sua bellezza (ut faceret pulchram).

Proseguendo nella nostra ricerca, registriamo l’interessante posizione a riguardo di Cirillo di Alessandria, che la proporrà anche in seno alla dis­puta con i Nestoriani. Volendo precisare la portata dell’Incarnazione, così afferma:

«L’immagine dell’invisibile Dio (Col 1,15), l’irradiazione dell’essere del Padre e l’impronta della sua sostanza (Eb 1,3) ha assunto forma di servo (Fil 2,7) non annettendosi un uomo, come dicono i Nestoriani, ma dando a se stesso questa forma pur conservando contemporaneamente la sua somiglianza col Padre»[26].

Per Cirillo, dunque, il mistero dell’Incarnazione sta proprio nella straordinaria manifestazione, sul volto umano di Gesù, della gloria di Dio:

«E Dio che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre” (Gen 1,3), rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo (2Cor 4,6). Osserva come “sul volto di Cristo” brilla la luce della divina e ineffabile gloria di Dio Padre. Infatti il Figlio unigenito mostra in se stesso la gloria del Padre anche dopo essere divenuto uomo. Solo cosi e non diversamente egli viene ricono­sciuto e chiamato il Cristo. Altrimenti ci spieghino i nostri avversari come un uomo comune potrebbe mostrarci la luce defla gloria divina. Infatti noi non possiamo vedere Dio in forma umana, tranne e unicamente che nel Verbo incarnato divenu­to uguale a noi, che anche in quanto divenuto carne resta per sua natura veramen­te il Figlio»[27].

Lo stesso Cirillo, commentando il detto di Mt 11,27, afferma:

«Il Figlio unigenito ci mostra la straordinaria bellezza di Dio Padre, presentando se stesso quale immagine luminosa di lui. Per questo dice anche: “Chi vede me vede d Padre”»[28].

Il Padre Alessandrino non dimentica, però, l’altra dimensione, quella della sofferenza che sfigura il volto di Cristo; afferma dunque che proprio nella sua “estrema non bellezza” appare la vera e straordinaria bellezza di Dio, nell’abbassamento estremo fino alla perdita di ogni behezza si rivela e si rende visibile la grandezza e la bellezza dell’amore di Dio.

Tra i sostenitori della bellezza di Gesù Cristo possiamo annoverare altre eccellenti personalità della Chiesa antica. Citiamo, solo per fare qual­che esempio, Efrem Siro, Gregorio di Nissa, Giovanni Crisostomo, Teodoreto, Girolamo[29].

A partire dal VI secolo si moltiplicano, poi, le descrizioni, sempre più dettagliate, dell’aspetto fisico di Cristo: sia in testi che vorrebbero descri­vere le sue caratteristiche fisionomiche, sia in documenti che ci descrivo­no, invece, manufatti che lo rappresentano, si hanno descrizioni quasi ritrattistiche, in cui sono presenti, come costanti, alcuni tratti somatici, divenuti poi elementi di identificazione della figura del Salvatore.

Una prima significativa descrizione si ha nell’Anonimo Piacentino, che riporta un Itinerarium compiuto in Terrasanta intorno al 570. L’anonimo pellegrino dichiara di aver visto a Gerusalemme, nel Pretorio di Pilato, un ritratto di Cristo che risaliva ai tempi della sua vita terrena. Così viene descritta la figura di Gesù:

«Il piede bello, regolare, sottile; la statura comune, la faccia bella, i capelli inanel­lati, le mani formose, le dita lunghe: questi sono i caratteri del ritratto mentre lui era vivo e collocato poi nello stesso Pretorio»[30].

Sempre al VI secolo si deve un altro testo, attribuito a Elpidio Romano:

«Bella statura, sopracciglia congiunte, begli occhi, naso prominente, capigliatura crespa e colorita, barba nerastra, pelle color del grano, aspetto simile a quello della madre, dita allungate, voce bella, eloquio dolce, molto semplice, tranquillo»[31].

Nel secolo successivo va collocata la testimonianza di Massitno ll Confes­sore (+662) il quale, nella Vita di Maria, commentando il versetto di Lc 2,52, così descrive Gesù:

«Egli era anche bello corporalmente, “di una bellezza superiore a quella dei figli dell’uomo” (Ps 44,3), come dice il Profeta: meraviglioso nelle sue proporzioni, ele­gante nella misura della sua statura, convenientemente snello, dolce e sereno nella parola»[32].

Suggestiva è la descrizione che troviamo in una recensione della Vita di Maria di Epifanio Monaco, risalente al IX secolo:

«Gesù era di circa sei piedi [circa m 1.701],con capigliatura bionda e un po’ ondu­lata, sopracciglia nere non del tutto arcuate, con una leggera inclinazione del collo in modo che il suo aspetto non era del tutto perpendicolare, col viso non rotondo ma alquanto allungato, come quello di sua madre, alla quale, del resto, egli rasso­migliava in tutto»[33].

In Occidente, infine, riscuote molta attenzione e diffusione un documento, spacciato per antico ma risalente probabilmente al XIII secolo, che viene conosciuto come Lettera di Lentulo.

Lentulo sarebbe stato un ufficiale romano che prestava servizio in Palestina ai tempi di Tiberio Cesare. Ammirato dalle opere compiute da Gesù, avrebbe scritto al Senato Romano la sua famosa lettera. In essa si dà questa descrizione di Gesù:

«È un uomo di media altezza, grazioso, dall’aspetto dignitoso. Chi lo guarda lo può amare e temere. I capelli sono color nocciola avellana non matura e scendono dol­cemente fino alle orecchie, dove si trasformano in anelli ricciuti, alquanto più ceru­lei e appariscenti, ondeggianti sulle spalle. La testa è pettinata in due parti a metà, alla maniera dei Nazirei. La fronte è ampia e molto distesa; la faccia è senza rughe o difetto; ed è resa bella da un tono di rosso. il naso e la bocca sono impeccabili; la barba è densa e presenta il colore dei capelli; non è lunga, ma un po’ biforcata al mento. L’espressione è semplice e matura, gli occhi azzurri, variopinti e chiari […]. Di statura slanciato e retto, con mani e braccia piacevoli a vedersi. Grave nel parlare, riservato e modesto, tale da essere chiamato giustamente, al dire del Profeta: il più bello dei figli degli uomini»[34].

Il grande teologo del Medioevo cristiano, San Tommaso d’Aquino, commentando il Salmo 44 e riferendosi al Cantico dei Cantici (1,16), illustra ben quattro possibili significati dell’aggettivo speciosus attribuito a Cristo: Egli fu sempre bello conformemente con la sua dignità, ma fu deformato fisicamente nella Passione[35].

Nella Summa, trattando deue appropriazioni delle tre Persone Divine, afferma «Species autem, sive pulchritudo, habet similitudinem cum propriis Filii». Spiega, quindi, come le tre caratteristiche della bellezza (integritas sive perfectio, proportio sive consonantia, claritassi addicano pienamente al Figlio, giacché Egli possiede perfettamente e pienamente la stessa natura del Padre, è la sua immagine manifestata al mondo, è il Verbo, luce del mondo e splendor intellectus[36].

3. Testimonianze antiche sulle rappresentazioni o immagini di Cristo

Già nel III secolo si rintracciano testimonianze scritte che attestano la presenza di immagini di Cristo, alcune delle quali ritenute “acheropite”, cioè non fatte da mani di uomo e dunque prodotte in maniera prodigiosa.

Ireneo, ad esempio, parlando della setta gnostica di Carpocrate, i cui seguaci erano chiamati Carpocraziani, afferma che essi

«si denominano gnostici e hanno alcune immagini dipinte, altre fabbricate con altro materiale, dicendo che sono l’immagine di Cristo fatta da Pilato nel tempo in cui Gesù era con gli uomini»[37].

Secondo alcune fonti antiche sarebbe stata collocata una immagine di Cristo anche nel larario dell’imperatore Alessandro Severo[38].

Famosa più di altre è la presunta rappresentazione di Cristo e dell’e­morroissa di cui parla Eusebio di Cesarea nella lettera all’imperatrice Costanza, la quale si rivolge a lui per farsi mandare una immagine di Cristo. Eusebio risponde negativamente motivando il suo rifiuto:

«Tumi scrivi relativamente a una certa icona di Cristo col desiderio che iote ne mandi una: di quale parli e di che qualità dev’essere quella che tu chiami icona di Cristo? […] Quale icona di Cristo cerchi tu? La vera, immutabile immagine, che per sua natura porta i tratti di Cristo, oppure quell’immagine che egli ha assunto per amore nostro, quando prese la forma di servo? […] Così certamente ti muove il desiderio dell’icona della sua forma di servo, della povera carne, quindi, con la quale egli si è rivestito per amore nostro. Ma noi di questa abbiamo appreso che è stata mischiata con la gloria di Dio,che il mortale è stato inghiottito dalla vita»[39].

Lo stesso Eusebio conosceva rappresentazioni di Cristo, sia immaginiche sculture, come quella di Paneas, ritenute da lui espressioni di paganesimo[40].

Molti scrittori cristiani si rifanno, per secoli, al testo di Eusebio percomprovare la presenza di una statua di Cristo gia nell’antichità. Il grup­po bronzeo di cui parla Eusebio, in realtà, doveva rappresentare non Cristo e l’emorroissa, bensì Esculapio e Igea[41].

Ma veniamo alle immagini di chiara matrice cristiana, anzi addirittura ritenute opera dello stesso Cristo, e prodotte miracolosamente, come, appunto, le cosiddette immagini “acheropite”. L’Anonimo Piacentino racconta di aver visto due suggestive immagini di Cristo: una a Menfi, in Egitto, e l’altra a Gerusalemme nel Pretorio di Pilato.

La prima è costituita da un lino, con cui Cristo si sarebbe asciugato la faccia:

«Là noi vedemmo un panno di lino, nel quale è impressa l’immagine del Salvatore. Si dice che quando era vivo sisia terso con quel panno il volto, lasciandovi la sua immagine. Oggi questo panno viene venerato; e anche noi lo venerammo; ma per lo splendore che da esso emanava non potemmo guardarlo, e quanto più cercava­mo di guardarlo tanto più si mutava davanti ai nostri occhi»[42].

La seconda è l’immagine che viene vista nel Pretorio di Pilato: si tratta di un ritratto del corpo intero di Gesù, e da essa probabilmente viene tratta la mensura Christi che i messi di Giustiniano adoperano per poi fis­sarla nella Croce mensurale, custodita in S. Sofia a Costantinopoli.

Due immagini ritenute anch’esse acheropite godono in Oriente una fama assoluta, finché di esse non si perde traccia: l’Acheropita di Camu­liana e quella di Edessa o Mandylion, che diventerà anche la più famosa, perché la sua presenza è accompagnata da numerose testimonianze lette­rarie ed attestata almeno fino al 1204, cioè al saccheggio di Costanti­nopoli, ove era custodita.

Non ci soffermiamo sulla prima immagine, di cui non si hanno più notizie già nella prima metà del VII secolo.

Ben più documentata è l’altra immagine acheropita, cioè il Santo Mandylion di Edessa, che esercita un notevole influsso non solo in Oriente ma anche in Occidente, e che alcuni studiosi avvicinano o addi­rittura identificano con la Sindone di Torino.

Le origini di questa prodigiosa immagine vengono descritte nella Leggenda di Abgar di Edessa[43]. Abgar V, toparca di Edessa, è ammalato di lebbra. Sentendo parlare dei prodigi compiuti da Gesù gli invia un pittore, Anania, per chiedergli, attraverso la lettera che lo stesso Anania reca­pita, di avere un suo ritratto, da cui spera di essere guarito. Anania non riesce a ritrarre Gesù, il quale si lava il volto e si asciuga con un asciuga­mani (questo il significato di mandylion),su cui rimane impressa la sua immagine. Gesù avrebbe quindi consegnato ad Anania quell’immagine prodigiosa insieme ad una lettera per Abgar. Questi, ricevendo la lettera e il Mandylion, viene guarito dalla lebbra e si fa battezzare dall’apostolo Taddeo.

Il Mandylion e la lettera di Cristo vengono gelosamente custoditi ad Edessa: il primo in una nicchia sulla porta principale della città, l’altra in un prezioso cofanetto depositato presso gli archivi cittadini, come attesta­no sia Eusebio sia Egeria, nel suo Diario di viaggio[44]. L’immagine achero­pita, fatta murare in un periodo di pericolo per la città, viene riscoperta nel 544, come racconta Evagrio Scolastico intorno all’anno 590[45]. Il rac­conto di Abgar, e la corrispondenza con Gesù, conoscono un’ampia diffusione e vengono ripresi negli scritti di numerosi Padri, tra cui Giovanni Damasceno, i tre Patriarchi d’Oriente che inviano una lettera all’impera­tore iconoclasta Teofilo (836), i Padri del Concilio Niceno II.

Quando Edessa viene conquistata dai musulmani, l’imperatore bizantino Romano I riesce a riscattare a caro prezzo sia il Mandylion che la let­tera inviata da Cristo ad Abgar: le due “reliquie” approdano così a Costantinopoli nel 944 e la sacra immagine viene collocata nella chiesa della Madre di Dio, detta “del Faro”.

Con la conquista latina di Costantinopoli, avvenuta nel 1204, si perdono le tracce delle tante preziose reliquie raccolte nella capitale. Tra que­ste anche il Mandylion. In un racconto, lasciato da un cavaliere piccardo che partecipa alla IV Crociata, si ha questa descrizione:

«Fra queste altre chiese vi è un’altra che sichiama Signora Santa Maria di Blacherne, dove si trovava la sindone che aveva avvolto Nostro Signore, che ogni venerdì veniva esposta dispiegata, tanto che si poteva ben vedere la figura di Nostro Signore»[46].

Ma in questa descrizione si tratta del Mandylion o di un’altra reli­quia? È lo stesso Mandylion che viene poi portato in Occidente e cono­sciuto come Sindone di Torino, oppure dobbiamo pensare a due immagi­ni acheropite ben distinte?

E la vicenda leggendaria della Veronica, diffusa in Occidente, non può essere dunque, con buona probabilità, la versione latina di quella orientale del Mandylion di Edessa?[47].

Non possiamo approfondire la complessa ed affascinante problematica in questa sede; ci basti, però, sottolineare il fatto che le immagini ache­ropite di Cristo esercitano un influsso assolutamente unico in tutta l’arte cristiana, e determinano una sempre maggiore convergenza verso un unico tipo di rappresentazione di Cristo[48].

4. La figura di Cristo nelle rappresentazioni artistiche

Dopo questo sintetico ma necessario excursus storico letterario, pro­viamo ora a identificare le principali tipologie iconografiche che l’arte cri­stiana ha adottato per rappresentare la figura di Cristo, descrivendolo come prototipo di bellezza o, al contrario, brutto e sfigurato dai dolori della Passione. Tralasciamo qui tutta la problematica relativa alla rappre­sentabilità di Cristo, uomo e Dio, che esplode nella vicenda iconoclasta e trova una prima, decisiva risposta nel II Concilio di Nicea del 787[49].

Dal punto di vista iconografico possiamo operare una prima distin­zione tra due tipi fondamentali di rappresentazione: il Cristo giovanile, imberbe; e quello adulto o anziano, barbato. Possiamo inoltre distinguere le rappresentazioni di Cristo in tipi ideali (buon pastore, filosofo)e in tipi storico narrativi (taumaturgo, crocifisso […].

Rivolgeremo, quindi, maggiore attenzione alle rappresentazioni che ci propongono un Cristo “bello” e a quelle che, al contrario, ci mostrano un Cristo “brutto” o sfigurato.

4.1 Il Cristo giovanile e imberbe, il Buon Pastore

Gli artisti dell’antichità cristiana ripresero e mutuarono dalle contem­poranee rappresentazioni di divinità pagane tre possibili modelli per rap­presentare Cristo:

«il fanciullo divino dalla giovinezza perenne, la figura luminosa di Apollo e la solenne maestosità di Giove dalla barba e dai capelli fluenti»[50].

La rappresentazione di Cristo come uno dei Genii dell’olimpo paga­no si spiega probabilmente con la volontà di manifestare ed «attestare il dogma dell’eterna preesistenza di Cristo e la sua natura divina superiore a tutte le figure degli dei pagani»[51]. Raffigurandolo invece come Zeus Giove, gli artisti cristiani vollero tradurre la sua qualità di sovrano dell’uni­verso, giudice del mondo che ritornerà alla fine dei tempi. Se, infine, Cristo è “luce da luce”, come recita il Credo, ed irradiazione della gloria del Padre, allora può essere raffigurato riprendendo le caratteristiche iconogra­fiche di Apollo, il dio della luce, figlio di Giove, prototipo di bellezza.

Le prime e più antiche rappresentazioni iconografiche di Cristo non si prefiggono certo lo scopo di rappresentare l’aspetto terreno di Gesù di Nazareth. Gli affreschi delle catacombe, i rilievi dei sarcofagi, alcuni mosaici absidali, ci mostrano il più delle volte una figura di adolescente o di giovane, imberbe, dai capelli riccioluti, raffigurato in tal modo sia in contesti narrativi, ad esempio per l’illustrazione di miracoli, sia in contesti ritrattivi, in particolare nei rilievi dei sarcofagi dove Cristo è collocato tra gli Apostoli,

Primeggia nella primitiva arte cristiana la raffigurazione simbolica di Cristo come Buon Pastore. Pensiamo ai numerosissimi affreschi delle cata­combe, alla famosa statua a tutto tondo, perla dei Musei Vaticani, ai tanti bassorilievi che ripetono il tema sui sarcofagi. Gesù è raffigurato come un giovane pastore, spesso imberbe o con barba molto rada, dai capelli corti, di bell’aspetto e dalla statura slanciata, vestito di corta tunica e con i calza­ri tipici dei pastori, che reca sulle spalle una pecorella o un agnello, men­tre altre pecore si affiancano a destra e sinistra. Oltre alla celebre statua, che non è comunque l’unica del genere, ricordiamo anche il sarcofago con Cristo e gli apostoli in cui Gesù è al centro, vestito da pastorello, e con un bastone nella sinistra, sempre ai Musei Vaticani. Sono famosi, poi, gli affre­schi che lo rappresentano in tal modo nelle catacombe di Priscilla, di San Callisto, Domitilla etc. Celebre anche il mosaico del Buon Pastore del Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, risalente al V secolo, in cui Cristo, imberbe e dalla lunga chioma riccioluta, appare adagiato su una roccia tra sei agnelli, mentre con la destra regge una grande croce aurea.

Il Cristo giovanile compare anche in scene narrative, che si riferisco­no soprattutto ad episodi di miracoli o al ciclo della Passione. Pensiamo, ad esempio, alla slanciata ed agile figura di Cristo nel miracolo dell’emor­roissa, affrescata nelle catacombe di Marcellino e Pietro, o alle scene di miracoli del cimitero anonimo di via Anapo, in cui è particolarmente suggestiva la figura di Gesù che compie la moltiplicazione dei pani toccando le ceste con la virga.

Ma il Cristo adolescente o giovanile, dai tratti davvero belli e affasci­nanti, di una bellezza apollinea, compare ancora più spesso su alcuni sar­cofagi di epoca paleocristiana. Nel famoso sarcofago di Giunio Basso Cristo è un giovinetto dai capelli riccioluti, seduto come Kosmokrator su un solenne trono, sotto cui compare la raffigurazione del coelus, ed è ritratto frontalmente mentre compie il gesto della Traditio legis, avendo Pietro e Paolo a destra e sinistra. Nello stesso sarcofago Cristo appare, con le stesse fattezze, in scene del ciclo della Passione: l’entrata in Gerusalemme, la sua cattura e il confronto con Pilato. Anche su un altro famoso sarcofago, quello cosiddetto della Passione, della metà del IV secolo, proveniente da Domitilla ed ora anch’esso ai Musei Vaticani, Gesù viene raffigurato con le stesse fattezze. Nelle scene del Cristo incoronato di spine (in realtà di alloro) e del Cristo portato in giudizio davanti a Pilato, Gesù appare a figura intera, rivestito di tunica e pallio, ha capelli corti e riccioluti, ha il volto di un adolescente imberbe. Gli esempi si pos­sono moltiplicare pressoché all’infinito, per quanto riguarda l’epoca paleo­cristiana e altomedievale.

Ricordiamo soltanto, oltre ai rilievi dei sarcofagi, gli splendidi mosaici ravennati, in cui alcune scene, come ad esempio il Cristo del catino absidale di San Vitale o il Cristo che giudica tra pecore e capri in Sant’Apollinare Nuovo, ci mostrano una figura con fattezze giovanili, accanto a riquadri nei quali, al contrario, viene raffigurato come un adul­to con barba.

Il Cristo giovanile e imberbe comparirà spesso, poi, nell’arte carolingia e persisterà in Occidente fino agli inizi dell’XI secolo, soprattutto in avori e miniature raffiguranti il Cristo Creatore dell’Esamerone o il Cristo dell’Apocalisse. Ma dalla prima metà dello stesso XI secolo in poi assi­stiamo ad un brusco cambiamento: Cristo non appare più col volto di un giovane imberbe, ma sempre come adulto, dal volto maturo e grave, e barbato. Il cambiamento si avverte soprattutto dove il tipo giovanile era quello adoperato più frequentemente, come a Reichenau[52].

4.2 11 Cristo adulto e barbato, il Pantokrator e il Volto Santo

Accanto a questa tipologia, come accennato, se ne trova un’altra che vuole Cristo rappresentato come adulto, o anche anziano, con barba e lunga capigliatura.

Il tipo maturo e barbato si ritrova già in epoca paleocristiana, a parti­re dal IV secolo, in scene in cui Cristo assume la fisionomia e le fattezze dei Saggi dell’antichità, dei Filosofi o anche quelle di alcune divinità del­I’antichità pagana, come Zeus Giove ed Apollo. L’aspetto si fa solenne e maestoso, talvolta anche severo.

Con tali fattezze compare anche in immagini ritratti, in immagini, cioè, sganciate da riferimenti narrativi o simbolici. Tra le primissime raffi­gurazioni di questo tipo abbiamo il famoso affresco della catacomba di Commodilla, databile tra la fine del IV e gli inizi del V secolo: in un pan­nello che simula quasi un soffitto a cassettoni vediamo il mezzo busto di Cristo, evidentemente sovrapposto alla decorazione esistente, che qui ha l’aspetto di un uomo maturo, con lunghi capelli spartiti nel mezzo e folta barba che copre il mento e la gola. Lo sguardo è fisso, inclinato verso la destra di chi guarda. Il capo è circondato da un nimbo fiancheggiato dalle lettere apocalittiche A e Ω. È una delle primissime raffigurazioni occiden­tali del Cristo barbato.

Una simile raffigurazione di Cristo, ma collocata in un diverso conte­sto iconografico, si ha nelle catacombe dei SS. Marcellino e Pietro: sulla volta di una cripta dove si riteneva fossero sepolti i Martiri della catacom­ba, Cristo appare seduto in trono, barbato e con aureola affiancata dalle lettere apocalittiche. Accanto a lui, rispettivamente alla sua sinistra e alla sua destra, troviamo gli Apostoli Pietro e Paolo. Nel registro inferiore dell’affresco quattro santi acclamano a Cristo Agnello Mistico, collocato su una altura, da cui scaturiscono i quattro fiumi del Paradiso.

Questo tipo di raffigurazione doveva ritrovarsi anche in molte absidi dehe basiliche romane, in cui campeggia sempre un Cristo, a figura intera o soltanto col busto, barbato e adulto. Per citare gli esempi tra i più anti­chi e meno rimaneggiati, ricordiamo i mosaici delle chiese romane di S. Pudenziana e dei SS. Cosma e Damiano, o quello più tardo dell’oratorio di San Venanzio nel Battistero Lateranense. Ma tale iconografia di Cristo doveva sicuramente apparire anche nelle absidi delle più grandi basiliche costantiniane, a cominciare dalla Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano.

Questa tipologia trova, almeno a partire dal VI secolo, la sua piena consacrazione nell’arte dell’Oriente cristiano, dove le diverse immagini di Cristo confluiscono in un’unica tipologia, quasi a voler definire una fisionomia tipica, quasi ritrattistica, di Cristo, immediatamente riconoscibile da tutti. È il cosiddetto Pantokrator bizantino, che troviamo già definito nei suoi tratti essenziali in opere d’arte del VI e VII secolo, come ad esempio la famosa icona del monastero di S. Caterina sul Sinai o il mosaico della Trasfigurazione nell’abside della chiesa dello stesso monastero, le miniature dei Vangeli siriani di Rabula, ora custoditi a Firenze, le ampolle di Terra Santa conservate a Monza e Bobbio, le monete di Giustiniano II.

Cristo ha l’aspetto grave e solenne di un uomo in età matura, ha folta capigliatura divisa a metà della fronte, barba che copre abbondantemente mento e baffi con le punte rivolte all’ingiù per unirsi alla barba. Talvolta, come nell’icona del Sinai, il volto di Cristo presenta delle asim­metrie, interpretate come espressione del dogma della duplice natura, divina ed umana, di Cristo[53].

Questo “ritratto” di Cristo, che ben presto si impone come l’unico da ripetere all’infinito nelle icone come negli affreschi delle chie­se, risente evidentemente di una spiritualità fortemente monastica, per cui la severità del volto ascetico di Cristo rimanda alla fisionomia dei monaci orientali, alle loro figure ascetiche e gravi.

Ma la ragion d’essere di questa tipologia, come pure le ragioni della sua affermazione pressocché assoluta, sono da rintracciare in un altro motivo: essa viene sempre più compresa e venerata come quella più vici­na al volto storico di Cristo, trasmesso alle generazioni cristiane, oltre che attraverso i testi che abbiamo precedentemente esaminato, grazie alle immagini “acheropite”, cioè al Mandylion di Edessa e alla Camuliana, Partendo da questi prototipi “non dipinti da mani d’uomo” si diffondono in Oriente le immagini del cosiddetto Volto Santo, in cui non si rappre­senta più Cristo a figura intera o a mezzo busto, ma si ha soltanto il suo volto, circondato da un nimbo cruciforme.

Una stessa fisionomia del volto di Gesù viene dunque trasmessa fedelmente, attraverso le due tipologie del Volto Santo e del Pantokrator.

Questa immagine “standard” di Cristo si diffonde poi anche in Occidente e il Pantokrator ritorna a primeggiare prepotentemente nell’ar­te occidentale dall’XI secolo, ma talvolta con i tratti in qualche modo addolciti e “occidentalizzati”, resi più umani da alcune caratteristiche fisionomiche. Compare così affrescato o mosaicato nelle absidi (non si possono non ricordare le straordinarie immagini di Monreale e Cefalù); scolpito nelle lunette dei portali delle chiese romaniche e poi di quelle gotiche, o nelle statue a tutto tondo poste sulle facciate o sugli altari delle chiese.

Il Volto Santo delle icone orientali assume in Occidente una diversa denominazione, è il velo della Veronica, e come tale viene raffigurato, sempre sorretto dalla leggendaria figura di donna al seguito del Maestro.

Cambiano gli stili, cambiano le tecniche artistiche, ma l’immagine di Cristo rimane fondamentalmente la stessa, fedele alle stesse caratteristiche fisionomiche.

Le acheropite dell’Occidente, a cominciare da quella del Laterano per arrivare alla stessa Veronica, senza dimenticare la preziosa e unica immagine a figura intera della Sindone di Torino, costituiscono i prototipi indiscussi delle copie e riproduzioni che si moltiplicano all’infinito, tra­sformandosi spesso in altrettante acheropite e reliquie.

Il volto di Cristo riprodotto dalle arti esprime una solenne bellezza, manifesta il mistero della sua persona, evoca le sembianze che la tradizio­ne attribuiva a Gesù di Nazareth, confermate dalle immagini “acheropite”.

Se le più antiche immagini del Cristo adolescente o giovanile ed imberbe, dalla bellezza apollinea, intendevano probabilmente esprimere e manifestare la sua eternità, la sua eterna giovinezza quale Logos eterno di Dio, le immagini di Cristo adulto e barbato rimandavano invece alla pie­nezza di umanità e di saggezza, di perfezione umana unita alla onnipoten­za divina.

In ogni caso, nell’ambito di queste diverse tipologie rappresentative, Cristo è raffigurato come modello, prototipo, tipo della perfezione e della bellezza scaturita dall’incontro tra la divinita e l’umanità. Anche le carat­teristiche “imperiali” attribuite alla figura di Cristo e al contesto rappre­sentativo rafforzano potentemente tale convinzione.

Sarebbe necessario ben altro spazio per ricordare solo alcuni tra i numerosissimi esempi che illustrano quanto detto. Ci limitiamo, così, solo a ricordare alcune rappresentazioni che in qualche modo riassumono le tipologie di raffigurazione di Cristo come prototipo di bellezza, secondo i canoni estetici rintracciati finora. Ci riferiamo alle famose statue del Cristo denominato, appunto, “Beau Dieu”, e che troviamo, ad esempio, nel por­tale sud della cattedrale di Chartres, nel portale ovest di Notre Dame di Amiens o nel portale nord della cattedrale di Reims.

La figura di Cristo che domina sul pilastro centrale del portale sud di Chartres, scolpita intorno al 1210, è un mirabile esempio di simmetria e di geometrica bellezza:

«Questa figura è divina nelle sue proporzioni belle, chiare ed equilibrate. Questo viso potrebbe essere concepito come norma fondamentale di tutta la creazione, come struttura base del creato, concentrata in una figura umana»[54].

Non possiamo non accennare alla bellezza di Cristo così come viene proposta nel Rinascimento, da due figure gigantesche, Michelangelo e Raffaello, che propongono il loro ideale umanistico di bellezza quando rappresentano la figura di Gesù di Nazareth.

Michelangelo, col Cristo del Giudizio nella Cappella Sistina (1536 1541) e Raffaello col Cristo della Disputa (1509 1510), solo per citare gli esempi più famosi, ci offrono due immagini straordinarie in cui il motivo della bellezza divino umana di Cristo viene tradotta e rappresentata, pas­sando per il filtro della diversa sensibilità artistica dei due genii, attraver­so i canoni della bellezza idealizzata dall’umanesimo: il corpo nudo è quello di un eroe classico, di apollinea perfezione, che risplende di raggi luminosi, sfolgorante di bellezza. La riscoperta del mondo classico e delle opere d’arte antica, cbe costituiscono uno degli elementi fondamentali del Rinascimento, giocano evidentemente un ruolo notevole nell’arte dal XV-­XVI secolo. La rappresentazione di Cristo e della sua bellezza ne risente fortemente.

Nello stesso periodo, però, scopriamo altre interessanti linee di ricer­ca artistica, volte anch’esse a manifestare la bellezza di Cristo, in particolare del Risorto. Pensiamo ad un famoso esempio: la Resurrezione di Grünewald (1513 1515),uno dei pannelli dell’altare di Isenheim, ora a Colmar. Il Cristo è una figura luminosissima, un sole che sorge a rischia­rare le tenebre, con un corpo quasi trasparente, in cui brillano come pie­tre preziose le ferite della Passione. È una visione impressionante, di una bellezza abbagliante, che effonde pace.

4.3 Il Cristo “brutto” o deforme

Passiamo, ora, a considerare quella che potremmo definire la “cor­rente minoritaria”, il filone artistico corrispondente a quello teologico let­terario, in cui Cristo viene rappresentato con caratteristiche opposte, e dunque come “brutto”, cioè sfigurato e deformato dai dolori e dalle sof­ferenze della Passione e Morte.

La tipologia compare in Oriente, in Siria e Palestina, intorno al VI secolo. Uno dei primi esempi ci viene dato dalle immagini dipinte su una cassetta porta reliquie (pietre provenienti dai Luoghi Santi della Palestina), custodita nei Musei Vaticani e già custodita nel Sancta Sanctorum del Laterano, databile al VI secolo. Nella scena della Crocifissione, posta al centro della tavoletta, il volto di Cristo, dipinto con pochi capelli, e contornato da una linea scura, rivela l’intenzione dell’artista di mostrarlo sfigurato dalle sofferenze della Crocifissione. Ma per mostrare, contempo­raneamente, la sua dignità, I’artista riveste tutto il corpo di Cristo con il colobium.

Allo stesso periodo vengono assegnati alcuni avorii costantinopolitani, in cui la figura di Cristo è caratterizzata da tratti decisamente brutti e sgra­ziati. Sembra che a Costantinopoli, per un certo tempo, alcuni laboratori artistici abbiano volutamente diffuso il modello di un Cristo dall’aspetto brutto, sfigurato[55]. L’esempio più famoso è il dittico di Berlino, in cui Cristo è raffigurato secondo la tipologia dell’Antico dei giorni: è un vegliar­do, con grandi orecchie svasate che sporgono dai capelli come manici di una brocca, naso grosso, sopraciglia spioventi. Tanto è brutta e sgradevole questa figura, quanto è armoniosa e bella quella del Cristo Bambino, sedu­to sulle ginocchia della Madre, nell’altro pannello del dittico.

Il tipo non ha, evidentemente, molta fortuna e viene forse ripreso in copie grossolane di avorii bizantini, prodotte in Gallia intorno all’VIII secolo.

Si ritrova, tuttavia, in alcuni Salterii bizantini del IX secolo, comeil Salterio Chludov, ora a Mosca, in cui si vuole evidenziare la realtà dell’Incar­nazione dipingendo nelle miniature marginali un Cristo brutto, ed assorto in occupazioni banali.

Anche in Occidente non mancano esempi di questo filone iconografi­co, pur se sporadici. È il caso del cosiddetto Maestro di Echternach, un anonimo intagliatore d’avorio che raffigura il Cristo Crocifisso, ad esem­plo nella copertina dei Vangeti di Echternach, con tratti decisamente brut­ti e sgradevoli: occhi sporgenti, naso a punta e schiacciato, zigomi spor­genti, orecchie vistose, mento sfuggente.

Ma le espressioni di maggiore bruttezza e deformità di Cristo si ritro­vano più numerose nelle rappresentazioni della Passione e Morte. In esse, evidentemente, non è la eventuale bruttezza fisica costitutiva di Cristo che viene messa in risalto, come in certi testi patristici prima ricordati, bensì il suo corpo reso deforme e sfigurato dalle torture e dalle sofferenze subite fino alla Crocifissione. Ad alimentare questa tendenza artistica, ben diffu­sa per tutto il Medioevo ed oltre, concorrono sensibilmente nuove istanze spirituali, espresse principalmente da nuovi ordini religiosi.

Con San Bernardo, e poi con Francescani e Domenicani, la predica­zione sollecita la dimensione affettiva ed emotiva e dunque verte soprat­tutto sull’umanità di Cristo, sulla considerazione delle sofferenze patite da Cristo e sulle sue piaghe, attraverso le quali ci viene donata la salvezza e il perdono. Per rendere più efficace la predicazione rivolta al popolo, gli Ordini Mendicanti sottolineano, dunque, maggiormente la dimensione umana di Cristo, le cui sofferenze vengono visualizzate ed offerte alla compassione e alla contemplazione della gente proprio attraverso le tante opere d’arte, soprattutto pitture e sculture, che mostrano al popolo le carni straziate dalle torture, le piaghe causate dalla Crocifissione, i segni evidenti della Passione, il sangue versato fino all’ultima goccia. Si vuol così suscitare emozione, compassione, partecipazione affettiva ed intensa alle sofferenze di Cristo, per essere poi degni e veramente partecipi della gioia e della vittoria della Resurrezione.

Le rappresentazioni dei vari momenti della Passione si moltiplicano quasi all’infinito, e si scelgono per tali rappresentazioni i momenti più cruciali e più tristi della vicenda umana di Cristo: l’arresto, il processo davan­ti a Pilato e I’Ecce Homo, loscherno dei soldati, la fustigazione e la coro­nazione di spine, la salita al calvario con le tre cadute, ma soprattutto la crocifissione, la morte in croce, la deposizione. Nascono e si diffondono anche nuove immagini, come paradigmi di tutte le sofferenze subite: l’Imago Pietatis Vir dolorum, che comunque riprende il tema bizantino del Nynphios; la cosiddetta Messa di San Gregorio e le Arma Christi; la Pietà, in cui il corpo di Cristo già morto appare accasciato tra le braccia della Madre, in una scena ormai isolata dal contesto storico della Crocifissione.

Prendiamo in considerazione, a mo’ di esempio, proprio quest’ultimo soggetto iconografico. Intorno al XIV secolo, a partire dalla Renania, si diffonde, soprattutto attraverso la scultura, una immagine di Cristo depo­sto sul grembo della Madre, che genera pietà e produce un forte impatto emotivo per i suoi tratti così realisticamente tragici e sfigurati. Tra gli esempi più famosi citiamo la cosiddetta Pietà Röttgen, al Provinzial­museum di Bonn, databile al 1350 1370.Sulle ginocchia di Maria, dal volto affranto di dolore, vediamo il corpo scheletrico di Cristo, con il capo fortemente reclinato all’indietro e circondato dalle lunghe spine della corona. Il suo volto, ad occhi chiusi, è segnato da una smorfia di dolore e sembra quasi staccarsi dal resto del corpo. Dalle piaghe del fian­co, delle mani e dei piedi scaturiscono fiotti di sangue, disposti quasi come petali di un fiore.

L’immagine ha una larga diffusione: ovunque viene riprodotta, la figu­ra di Cristo è sempre segnata da evidente sproporzione, appare scheletri­ca e dinoccolata, spigolosa ed anche raccapricciante per i particolari reali­stici delle ferite.

A tal proposito non possiamo non ricordare quell’opera straordinaria e impressionante costituita dalla Crocifissione di Grünewald, uno dei pan­nelli del famoso altare di Isenheim, prima ricordato. La scena occupa il grande pannello centrale dell’altare. Al centro è posta la croce col Cristo morto, che ha alla sua destra la Maddalena, la Madre e l’apostolo Giovanni, alla sua sinistra Giovanni Battista, che indica il Cristo con la destra e regge con la sinistra un libro aperto; alle sue spalle, inoltre, si legge l’iscrizione «Illum oportet crescere, me autem minui» (Gv 3,30)e ai suoi piedi è rappresentato I’Agnello mistico che versa il sangue in un calice. La figura del Crocifisso è impressionante per il crudo realismo con cui viene rappresentato il corpo straziato e terribilmente deformato. Sono soprattutto le mani e i piedi che, se osservati attentamente, generano quasi fastidio e ribrezzo e da soli possono ben esprimere il più profondo grido di sofferenza e di strazio disumano.

La stessa cosa può dirsi per il corpo di Cristo deposto, rappresentato nel pannello sottostante, collocato sotto la mensa dell’altare. Il volto fa impressione per la sua deforme bruttezza, è una smorfia di sofferenza e di dolore, l’orecchio sinistro è troppo sporgente, proprio come nell’avorio di Berlino, e il volto allungato evoca immediatamente quello dell’Uomo della Sindone. Le mani e i piedi, qui mostrati ancor più evidentemente e a distanza ravvicinata, sono di una crudezza estrema nella loro sofferente deformità. Questa immagine, che pur faceva parte di un altare, rappre­senta sicuramente una delle espressioni più estreme del realismo che intende presentare il Cristo come deforme e sfigurato dai dolori della Passione.

L’immagine che può senz’altro competere con quest’ultima è dovuta al pennello di Hans Holbein il giovane. Questi rappresenta il Cristo morto, adagiato sulla lastra tombale. L’opera, datata al 1522, oraal Kunstmuseum di Basilea, rappresenta il Cristo in un nuovo «modo di spietato realismo»[56], in cui viene ancor più evidenziato l’abbandono e l’i­solamento del Cristo nella morte, temi che emergono nel periodo della Riforma Protestante. L’opera è sconvolgente, sembra che il corpo del Signore cominci a putrefarsi, i capelli sono spaventosi, la mascella pen­dente, gli occhi spenti fissano il vuoto. Si narra che il pittore abbia preso come modello il cadavere di un annegato nel Reno.

In alcune scene della Passione, infine, non volendo riprodurre Cristo con forme sfigurate e sconvolgenti, ma volendo comunque rappresentare la crudeltà e la bruttezza dell’evento, si dipingono i personaggi che circondano Cristo con tratti deformi, brutti, grossolani o anche caricaturali.

Conclusione

La riflessione cristiana, a partire da alcuni testi del Nuovo Testamento e dalla rilettura di alcuni brani veterotestamentari, ha sottolineato due aspetti della figura di Cristo: la sua bellezza, innanzitutto spirituale e poi anche fisica, e la sua bruttezza o deformità, manifestazione della sua vera umanitò e delle sofferenze patite nella Passione e Morte. Altrettanto ha fatto l’arte cristiana che si è affiancata a tale riflessione e ne è stata il rifles­so eloquente. Un primo filone artistico, sicuramente quello di maggior dif­fusione e successo, ha cercato, dunque, con i mezzi propri dell’arte, di mostrare la bellezza di Cristo, lo splendore della sua divinità attraverso la perfezione delle sue forme umane. Un secondo filone, minoritario, ha invece mostrato un Cristo con fattezze umane non belle, e soprattutto un Cristo che nelle scene della Passione si mostra sfigurato, deforme, racca­pricciante o commovente, mostrando così, sub contraria specie, la bellezza dell’amore di Dio.

È in tal modo che l’arte cristiana ha proposto un nuovo, singolare ideale di bellezza, che supera quello dell’estetica classica e dell’antica Greciaed è capace di sfidare l’urto della bruttezza e del male che detur­pa l’uomo ed il creato. È questa, quella del volto di Cristo, l’unica auten­tica bellezza, l’unica che ha il potere di donare la salvezza all’umanità[57].


[1]Ricordiamo solo alcune opere più recenti e più utili ad un approfondimento del tema qui trattato: M. BACCI, “Cristo   Iconografia”, in Dizionario Enciclopedico del Medioevo, vol. I, Città Nuova Cerf J.Clarke, Roma 1998, 506 508; H. BELTING, Das Bild und sein Publikum im Mittelalter. Form und Funktion früher Bildtafeln der Passion, Mann,  Berlin 1981; ID., Bild und kult: eine Geschichte des Bildes vor dem Zeitalter der Kunst, Beck, München 1990 (tr. it. Il culto delle immagini: storia dell’icona dall’età imperiale al tardo Medioevo, Carocci, Roma 2001, 71 82 e 255 277); V. BERTOLONE, Una ricerca interdisciplinare, in Il volto dei volti. Cristo, Velar, Gorle Bergamo 1997, 12 23; C. CECCHELLI,  “Il Cristianesimo: Cristo e l’iconografia”, in Enciclopedia Universale dell’Arte, vol. IV,Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma Venezia 1958, 116 121; Y CHRISTE, L’image du Christ jeune, in “La Vie spirituelle” 704 (1993), 189 207; ID., “Cristo”, in Iconografia e Arte Cristiana (Dizionari San Paolo), vol.I, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, 540 547; E. VON DOBSCHÜTZ, Christusbilder. Untersuchungen zur christlichen Legende, J. C.  Hinrichs, Leipzig 1899; G. GHAMB, Le icone di Cristo. Storia e culto, Città Nuova, Roma 1993; R. GIORDANI, “Gesù Cristo   iconografia”, in Dizionario Patristico e di Antichità Cristiane, vol.II, Marietti, Casale Monferrato, 1498 1505; A. GRABAR, Le vie della creazione nell’iconografia cristiana. Antichità e Medioevo, Jaca Book, Milano 1983; P. HINZ, Deus Homo: das Christusbild von seinen Ursprüngen bis zur Gegenwart, vollI II, Evangelische Verlagsanstalt, Berlin 1973 e 1981; J. KOLLWITZ ET AL., “Christus”, in Lexikon der cbristlichen Ikonographie, vol.I, Herder, Roma 1968, 355 454; E. LAVAGNINO, “Gesù Cristo. VII.  Nella iconografia”, in Enciclopedia Cattolica, vol.VI, Città del Vaticano 1951, 273 284; H.  PFEIFFER, Ragioni storiche, teologiche e politiche per la tradizione del volto di Gesù nei secoli, in Il volto dei volti. Cristo, vol. II, Velar, Gorle Bergamo 1998; ID., L’immagine di Cristo nell’arte, Città Nuova, Roma 1986; 1D., La storia dell’immagine di Cristo nell’arte, in P.  CODA   L. GAVAZZI (edd.), L’immagine del divino, Mondadori, Milano 2005, 48 58; G.. SCHILLER, Ikonographie der christlichen Kunst, voll.I III, Mohn, Gütersloh 1966 1971; P. SZUBISZEWSKI, “Cristo”, in Enciclopedia dell’Arte Medievale, vol.V, Istituto della Enci­clopedia Italiana, Roma 1994, 493 521.

[2]Si veda, ad esempio, C. SCHÖNBORN, L’Icona di Cristo. Fondamenti teologici, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1988.

[3]Cf. P. IACOBONE, Mysterium Trinitatis. Dogma e Iconografia nell’Italia medievale, Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1997, 107  110.

[4]Cf. E. VON DOBSCÜDTZ, Christusbilder. Untersucbungen zur christlicben Legende, cit.; G. GHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit.; M. RIZZI, Il corpo redento. Un percorso intellettuale tra tradizioni teologicbe e antropologia nel cristianesimo tardoantico, in “Comunicazioni sociali. Rivista di media, spettacolo e studi culturali” 2 (2003), 158 168.

[5]ORIGENE, Contra Celsum, VI,75.

[6]Oracoli Sibillini VIII, 256ss.

[7]TERTULLIANO, Adv. Marcion., III, 17,3.

[8]GIUSTINO, Dial. cum Tryph. 36,6; si veda anche 14,8.

[9]Atti di Tomaso 45, in L. MORALDI, Apocrifi del Nuovo Testamento, II, Atti degli Apostoli, Piemme, Casale Monferrato 1994, 353.

[10]CLEMENTE ALESSANDRINO, Stromata, II, 5,21 (tr. it. Gli Stromati. Note di vera filosofia, Ed. Paoline, Milano 1985, 246).

[11]Ivi, III, 17,103 (tr. it. Ivi, 423).

[12]Ivi, VI, 17,151 (tr. it. Ivi, 764); si veda anche Paed. III, 1, 3 e III, 3,3.

[13]CLEMENTE ALESSANDRINO, Paed. 111, 1 (tr. it. 11 Pedagogo, a cura di A. BOATTI, SEI, Torino 1953, 384 388).

[14]ORIGENE, Contra Celsum VI77.

[15]ORIGENE, Sermo in Mt, 35.

[16]Atti di Giovanni, 88 89, in M. ERBETTA, Gli Apocrifi del Nuovo Testamento, II, Marietti, Casale Monferrato 1969, 57.

[17]Adv. Haer III, 19,2.

[18]Adv. Jud. 14; De Carne Chr. 9,6; Adv. Marcion, III,17.

[19]In Luc. 7,12.

[20]Enarr. in Psalmos, CXXVII,8.

[21]Enarr in Psalmos, XLIII, 16;XLIV, 14; CIII, 1,5; Sermo 138,6.

[22]Per un’analisi ampia della problematica in Agostino cf. J. TSCHOLL, Dio e il bello in Sant’Agostino, Ares, Milano 1996.

[23]In Io. Ep. tr. 9,9 (tr. it. in Opera di Sant’Agostino, XXIVCittà Nuova, Roma 1968, 1827 1829).

[24]lbidem.

[25]De civ. Dei 17, c. 16,1.

[26]PG 75, 1329.

[27]lbidem.

[28]PG 69, 465.

[29]Per un approfondimento si veda G. GHAM, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 60ss.

[30]Anonimo Piacentino, in P. GEYER (ed.), Itinera hierosolymitana saeculi IV VIII, F. Tempsky, Vindobonae 1898, 175.

[31]Riportato in G. GHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 64.

[32]MASSIMO IL CONFESSORE, Vita di Maria, in Testi mariani del I millennio, vol. II,  Città Nuova, Roma 1989, 231 232.

[33]Riportato in G. GHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 68

[34]Ivi, 70.

[35]TOMMASO D’AQUINO, In Psalmos Davidis. Super Ps. 44, 2.

[36]TOMMASO D’AQUINO, S. Th., I, q. 3 9, a. 8.

[37]IRENEO, Adv. Haer I, 26,6.

[38]Storia Augusta, vita di Alessandro Severo, 29,2, in P SORESINI (ed.), Scrittori della Storia Augusta, Torino 1983, II, 682; si veda anche ELIO LAMPIDIO, La vita di Alessandro Severo, 29,2.

[39]PG 20, 1545 (tr. it. in C. SCHONBORN, L’Icona di Cristo. Fondamenti teologici) cit., 59).

[40]EUSEBIO, Hist. Eccl, VII, 18, 4.

[41]Così Y. CHRISTE, “Cristo”, cit., 540.

[42]Anonimo Piacentino, cit., 44,1 3.

[43]Cf. E.VON DOBSCHCTZ, Christusbilder. Untersucbungen zur christlichen Legende cit.; GGHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 42 44.

[44]EUSEBIO, HistEccl. I, 13. Cf.G.GHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 44.

[45]EVAGRIO SCOLASTICO, Hist. Eccl.; PG 867 2745 2748.

[46]Citato in G. GHARIB, Le icone di Cristo. Storia e culto, cit., 55 56.

[47]Cf. H. PFEIFFER, La veronica romana ed i suoi riflessi nell’arte, in Il volto dei volti. Cristo, I, Velar, Gorle Bergamo 1997, 189 195; T. M. Di BLASIO, Veronica. Il mistero del Volto. Itinerari iconografici, memoria e rappresentazione, Città Nuova, Roma 2000.

[48]H. PFEIFFER, Ragioni storiche, teologiche e politiche per la tradizione del volto di Gesù nei secoli, cit.; ID., L’immagine di Cristo nell’arte, cit.; ID., La storia dell’immagine di Cristo nell’arte, cit.; G. MORELLO   G. WOLF (edd.), Il volto di Cristo, Electa, Milano 2000.

[49]C. SCHONBORN, L’Icona di Cristo. Fondamenti teologici, cit.; L. RUSSO ET AL., Nicea e la civiltà dell’immagine, Centro Internazionale Studi di Estetica, Palermo 1998. Si veda anche la Lettera Apostolica Duodecimum Saeculum, di GIOVANNI PAOLO II (4 dicembre 1987).

[50]H. PFEIFFER, L’immagine di Cristo nell’arte, cit., 25.

[51]Ibidem.

[52]Y. CHRISTE, L’image du Christ jeune, cit.,189 207; ID., “Cristo”, cit., 543.

[53]H. PFEIFFER, L!immagine di Cristo nell’arte, cit., 46.

[54]H. PFEIFFER, L’immagine di Cristo nell’arte, cit., 55.

[55]Y CHRISTE, “Cristo”, cit., 542.

[56]H.A. SCHMID, Hans Holbein d.J., I,Basel 1945 1948,158.

[57] Per approfondire l’affermazione si vedano, ad esempio, J. RATZINGER,  Presentazione al volume J. TSCHOLL, Dio e il bello in Sant’Agostino, Ares, Milano 1996;  ID., Il bello è il buono, Intervento al Meeting di Rimini 2002, in “Tracce   Litterae communionis   Speciale Meeting 2002”, 34 36; B. FORTE, La porta della Bellezza. Per un’este­tica teologica, Morcelliana, Brescia 1999; C. M. MARTINI, Quale bellezza salverà il mondo? Lettera pastorale 1999 2000, Centro Ambrosiano, Milano 1999; ID., La bellezza cbe salva. Discorsi sull’arte, Ancora, Milano 2002; R. VILADESAU, La bellezza e la croce, in “Il regno-­attualità” 12 (2004), 428 435.

2.584 Risposte a “GESU’ TRA LA BELLEZZA E IL DOLORE – Joseph Ratzinger”

  1. Read through was attention-grabbing, keep in contact

    make sure you see the sites we adopt, including this just one, due to the fact it represents our picks from your online

  2. Online websites we think you might want to see

    while online websites we backlink to beneath are considerably not related to ours, we sense they are literally worth a experience, so use a look

  3. Web-sites we Like

    Nearly every one time within a even though we go for blogs that we browse. Detailed beneath are classified as the hottest web-sites that we prefer

  4. Gems from your web

    extremely several internet sites that transpire to become thorough underneath, from our point of view are undoubtedly very well truly worth checking out

  5. Amazing websites

    we arrived throughout a fascinating online site that you just may possibly enjoy. Just take a glance if you want

  6. Swiftest tactic to burn up stomach unwanted fat fast

    Every once within a whenever we decide for blogs that we read through. Outlined underneath are the most present-day web pages that we decide for

  7. Gems variety cyberspace

    especially few website pages that come about to be complete underneath, from our point of view are without doubt perfectly price trying out

  8. Quickest technique to burn stomach extra fat rapidly

    Every the moment inside of a whenever we decide for blogs that we go through. Listed beneath will be the most latest websites that we opt for

  9. Examine was exciting, stay in contact

    be sure to head over to the sites we follow, together with this a particular, since it signifies our picks through the online

  10. Check this out

    that’s the finish of the report. Here you’ll unearth some websites that we suppose you are going to enjoy, just click the one way links more than

  11. Test this out

    that is certainly the end of the piece of writing. Below you will unearth some webpages that we believe you’ll value, just click the hyperlinks through

  12. Learn was intriguing, remain in touch

    you should see the internet sites we comply with, such as this one, while it represents our picks with the web site

  13. Gems form the online world

    particularly couple webpages that take place to be specific beneath, from our viewpoint are without doubt effectively well worth trying out

  14. Gems in the online world

    highly few web sites that happen for being in depth below, from our viewpoint are undoubtedly properly well worth checking out

  15. Fastest technique to burn off belly body fat swiftly

    Just about every once inside a when we choose for blogs that we learn. Listed underneath would be the most current web pages that we decide for

  16. Online sites we Like

    Nearly every once in a very even when we prefer weblogs that we read through. Listed down below will be the hottest online sites that we determine

  17. Look at was appealing, remain in contact

    make sure you check out the sites we abide by, together with this just one, given it signifies our picks with the web site

  18. Great web site

    some time to look at or pay a visit to the material or web pages we have now linked to underneath the

  19. Internet websites we suppose you really should check out

    while webpages we backlink to down below are substantially not connected to ours, we experience there’re definitely price a undergo, so have a look

  20. Global Website traffic Machine evaluate

    make sure you explore the web webpages we follow, similar to this a single specified, as it signifies our picks from the online

  21. Intercontinental Site traffic Machine overview

    remember to stop by the world wide web webpages we abide by, similar to this a particular distinct, as it represents our picks from your internet

  22. Internet sites we Like

    Nearly every as soon as in the though we choose blogs that we learn. Outlined below would be the newest sites that we opt for

  23. Internet sites we believe you should stop by

    despite the fact that online websites we backlink to underneath are considerably not similar to ours, we think these are in fact definitely worth a undergo, so have a very look

  24. Weblogs ou should really be reading

    Listed here can be described as Outstanding Blogging site You may Discover Exciting that we Really encourage You

  25. Internet websites we Like

    Almost every after in a very despite the fact that we opt for weblogs that we check out. Detailed below would be the best and newest web pages that we decide on

  26. Gems within the internet

    highly several internet sites that materialize to be detailed down below, from our point of view are unquestionably nicely worth checking out

  27. Neat internet websites

    we came throughout a fascinating information site which you might have fun with. Take a look if you’d like

  28. Cambridgeshire wedding ceremony photographer

    one of our people a brief at the same time in the past advisable the subsequent web site

  29. Read through was exciting, remain in contact

    you should have a look at the sites we adopt, like this a single, as it signifies our picks from your internet

  30. Sites we believe that you should head over to

    although online websites we backlink to down below are significantly not associated to ours, we truly feel they can be genuinely definitely worth a experience, so possess a look

  31. Webpages we Like

    Just about every after inside a even though we decide on blogs that we learn. Detailed below are the most recent web pages that we determine

  32. Swiftest way to melt off belly weight rapidly

    Almost every once within a when we opt for blogs that we learn. Outlined beneath would be the most existing websites that we decide for

  33. Web-sites definitely worth checking out

    right here are a few one-way links to online websites that we link to considering the fact that we believe they are value going to

  34. International Site visitors Device look at

    you should stop by the web webpages we comply with, similar to this one specific, since it represents our picks within the word wide web

  35. Take a look at this out

    that could be the stop of this short article. Below you will unearth some internet websites that we think that you will appreciate, just click on the one-way links about

  36. Learn was attention-grabbing, keep in touch

    remember to check out the web-sites we adopt, which include this a person, because it represents our picks in the world-wide-web

  37. Examine was useful, remain in touch

    make sure you go to the internet websites we adopt, consisting of this one, since it represents our picks with the internet

  38. Go through was engaging, remain in touch

    please go to the sites we comply with, which include this 1, because it signifies our picks within the world-wide-web

  39. Sources

    check under, are a few completely unrelated internet sites to ours, on the other hand, there’re most reputable sources that we use

  40. Learn was unique, stay in touch

    be sure to pay a visit to the web pages we pursue, like this one particular, as it signifies our picks in the online

  41. Study was captivating, keep in touch

    remember to take a look at the websites we adopt, which include this a person, given it represents our picks in the website

  42. Websites well worth checking out

    the following are some inbound links to web sites that we website link to because we assume they can be worth visiting

  43. Weblogs ou have to be looking at

    Here may be a unique Blog page You might Find effective that we Persuade You to discover

  44. Impressive web site

    The specifics outlined within the put up really are a couple in the really perfect readily available

  45. Online websites we consider you’ll want to see

    though sites we backlink to underneath are substantially not linked to ours, we think they can be genuinely well worth a undergo, so have got a look

  46. Dreary Day

    It absolutely was a dreary day listed here at present, so I just took to messing about on the internet and located

  47. Internet websites really worth browsing

    listed here are a few back links to internet websites that we url to for the reason that we feel these are well worth visiting

  48. Worldwide Site traffic Machine assessment

    be sure to pay a visit to the internet pages we stick to, such as this a single certain, because it signifies our picks from the internet

  49. Go through was unique, continue to be in touch

    please go to the internet sites we carry out, like this a particular, due to the fact it signifies our picks from your web

  50. Interesting web pages

    we arrived throughout a interesting web-site that you just may possibly savor. Get a look if you would like

  51. Weblogs ou should really be reading

    Here is really a Superb Web site You could possibly Obtain Interesting that we Motivate You

  52. Gems in the world-wide-web

    incredibly few web pages that take place for being in-depth underneath, from our point of view are undoubtedly properly value checking out

  53. Web sites we Like

    Any at the time inside of a even when we pick out blogs that we check out. Outlined under would be the most recently released websites that we go for

  54. World-wide Site visitors Machine critique

    please pay a visit to the world wide web webpages we follow, similar to this a single individual, because it represents our picks from your website

  55. Look over was appealing, stay in contact

    make sure you see the web pages we observe, including this one particular, given it represents our picks through the world wide web

  56. Swiftest option to melt away belly weight speedy

    Just about every once inside of a once we choose for blogs that we read. Listed beneath are classified as the most existing websites that we opt for

  57. Verify this out

    that could be the stop of this post. The following you’ll obtain some sites that we imagine you will appreciate, just click on the one way links around

  58. Browse was attention-grabbing, continue to be in contact

    make sure you explore the online sites we abide by, for example this 1, because it signifies our picks with the web

  59. Amazing internet sites

    we arrived across a wonderful online site that you simply can savor. Get a look if you’d like

  60. Excellent web pages

    the time to browse or pay a visit to the information or online websites we’ve associated with beneath the

  61. Learn was attention-grabbing, keep in contact

    make sure you explore the web-sites we comply with, which includes this a person, while it represents our picks with the internet

  62. Gems type the online market place

    highly very few internet websites that come to pass to generally be precise down below, from our viewpoint are certainly perfectly really worth looking at

  63. Examine was intriguing, continue to be in touch

    make sure you explore the web pages we go along with, together with this one particular, given it represents our picks through the internet

  64. Fastest technique to burn up belly body fat fast

    Nearly every the moment inside of a after we opt for weblogs that we study. Outlined underneath are classified as the most active web pages that we choose for

  65. Sites we Like

    Every last one time in a at the same time we pick weblogs that we examine. Listed underneath are classified as the most recent web pages that we pick out

  66. Wonderful web pages

    we arrived throughout a wonderful internet site that you simply would possibly appreciate. Just take a glance if you want

  67. Learn was unique, stay in touch

    be sure to pay a visit to the web pages we pursue, like this one particular, as it signifies our picks in the online

  68. Online websites you should take a look at

    beneath you will find the hyperlink to some sites that we imagine it’s best to pay a visit to

  69. Read through was exciting, remain in contact

    you should have a look at the sites we adopt, like this a single, as it signifies our picks from your internet

  70. Gems with the net

    incredibly few webpages that come about to generally be comprehensive under, from our standpoint are definitely properly price looking at

  71. Look at was exciting, stay in touch

    you should pay a visit to the web sites we pursue, this includes this one particular, given it signifies our picks through the web

  72. Quickest tactic to burn belly excess fat swiftly

    Every the moment inside a when we decide for weblogs that we study. Outlined underneath are classified as the most current web pages that we decide for

  73. Read through was appealing, stay in touch

    make sure you visit the online websites we follow, which includes this a person, given it signifies our picks from your web

  74. Check out was useful, continue to be in touch

    please head over to the web pages we pursue, as well as this 1, given it signifies our picks through the word wide web

  75. Study was remarkable, keep in touch

    please explore the webpages we follow, like this one, given it represents our picks through the online

  76. Take a look at this out

    that’s the conclusion of this post. The following you will obtain some online sites that we presume you will recognize, just click on the links above

  77. Fascinating web-sites

    we arrived across a fascinating internet site that you simply may appreciate. Acquire a glance if you would like

  78. Very good blog

    normally an enormous admirer of linking to bloggers that I love but never get yourself a lots of backlink like from

  79. Gems type the internet

    pretty couple of website pages that materialize for being detailed down below, from our viewpoint are unquestionably clearly truly worth looking at

  80. Speediest strategy to melt away stomach fat rapidly

    Each individual when inside of a when we decide for blogs that we examine. Listed underneath will be the most up-to-date websites that we choose for

  81. Go through was captivating, stay in touch

    make sure you head to the websites we abide by, such as this a single, while it signifies our picks through the web

  82. Blogs ou ought to be browsing

    Listed here is usually a captivating Blog page You would Acquire helpful that we Encourage You to look at

  83. Internet websites we suppose you really should check out

    while webpages we backlink to down below are substantially not connected to ours, we experience there’re definitely price a undergo, so have a look

  84. Check out was intriguing, remain in touch

    please stop by the sites we carry out, among them this an individual, due to the fact it represents our picks in the web

  85. Online sites we Like

    Any the moment within a while we choose weblogs that we read through. Outlined beneath are classified as the most recently released webpages that we decide upon

  86. Learn was attention-grabbing, keep in contact

    be sure to check out the internet websites we stick to, consisting of this one particular, since it signifies our picks from your web

  87. Gems from the word wide web

    particularly couple of sites that come to pass to become complete down below, from our viewpoint are definitely effectively well worth checking out

  88. International Website visitors Machine assessment

    you should stop by the web webpages we stick to, like this a person special, as it represents our picks in the world wide web

  89. Web-sites definitely worth checking out

    right here are a few one-way links to online websites that we link to considering the fact that we believe they are value going to

  90. Wonderful web pages

    The details pointed out in the post undoubtedly are a couple of on the highly top available

  91. Sites we Like

    Every last one time in a at the same time we pick weblogs that we examine. Listed underneath are classified as the most recent web pages that we pick out

  92. hey al, have these wahl magic clips provided u equivalent challenges on the wahl balding clippers
    far as snaggin certain shoppers hair???they’ve with me, which
    is why i just use them to clean up fades and consider out
    the line manufactured from my balding clipper/trimmer

  93. Websites well worth checking out

    the following are some inbound links to web sites that we website link to because we assume they can be worth visiting

  94. Swiftest way to melt off belly weight rapidly

    Almost every once within a when we opt for blogs that we learn. Outlined beneath would be the most existing websites that we decide for

  95. Gems within the world-wide-web

    rather very few internet websites that materialize to become detailed down below, from our point of view are certainly very well definitely worth looking at

  96. Web-sites we feel you might want to head over to

    however web-sites we backlink to under are significantly not related to ours, we feel they may be basically worthy of a experience, so have a look

  97. Internet sites we suspect it is advisable to check out

    even though webpages we backlink to underneath are considerably not linked to ours, we think they are simply genuinely well worth a undergo, so have got a look

  98. Blogs ou ought to be studying

    Below really is a Excellent Blog site You may perhaps Acquire Interesting that we Motivate You

  99. Web sites really worth going to

    here are a few one way links to webpages that we website link to because we think they’re value traveling to

  100. Weblogs ou must be looking through

    The following may be a captivating Blog You can actually Identify handy that we Motivate You to discover

  101. Quickest tactic to burn belly excess fat swiftly

    Every the moment inside a when we decide for weblogs that we study. Outlined underneath are classified as the most current web pages that we decide for

  102. Web sites value traveling to

    here are a few backlinks to internet websites that we url to as a result of we suspect there’re definitely worth going to

  103. Salvador Cochrum

    we arrived throughout a cool web page which you could require enjoyment in. Get a search any time you want

  104. Sites we believe that you should head over to

    although online websites we backlink to down below are significantly not associated to ours, we truly feel they can be genuinely definitely worth a experience, so possess a look

  105. Cambridgeshire marriage ceremony photographer

    one in all our visitors a short at the same time in the past advised the next web-site

  106. Check out this out

    that is the conclusion of this piece of writing. Here you’ll unearth some online sites that we assume you’ll recognize, just simply click the inbound links through

  107. Wonderful web page

    constantly an enormous fan of linking to bloggers that I really like but really don’t have a large amount of hyperlink cherish from

  108. Wonderful web page

    constantly an enormous fan of linking to bloggers that I really like but really don’t have a large amount of hyperlink cherish from

  109. Sites we Like

    Every last one time in a at the same time we pick weblogs that we examine. Listed underneath are classified as the most recent web pages that we pick out

  110. Online sites we Like

    Nearly every once in a very even when we prefer weblogs that we read through. Listed down below will be the hottest online sites that we determine

  111. Look over was unique, continue to be in contact

    make sure you visit the online websites we abide by, such as this one particular, given it represents our picks in the word wide web

  112. Learn was attention-grabbing, continue to be in touch

    remember to head over to the web sites we observe, which include this one, because it signifies our picks with the internet

  113. World-wide Site visitors Machine critique

    please pay a visit to the world wide web webpages we follow, similar to this a single individual, because it represents our picks from your website

  114. Examine was captivating, remain in contact

    please visit the web pages we go along with, as well as this an individual, due to the fact it represents our picks through the web

  115. Web sites we feel you ought to see

    even if internet websites we backlink to beneath are noticeably not similar to ours, we feel they may be essentially truly worth a undergo, so have a look

  116. Gems from the world wide web

    extremely couple of websites that transpire for being comprehensive below, from our standpoint are definitely very well truly worth checking out

  117. Wonderful internet sites

    we came across a fascinating web page that you may possibly benefit from. Just take a glance if you would like

  118. Examine was captivating, stay in touch

    make sure you pay a visit to the web pages we go along with, including this a single, due to the fact it signifies our picks from your world-wide-web

  119. Look over was remarkable, continue to be in contact

    remember to take a look at the websites we abide by, as well as this a person, because it signifies our picks within the internet

  120. Hi Hari with 3.2 volt 25mA LEDs it will be 61 volt 25mA.
    you demand only 0.39uF with the most you ca use 0.47uF.

    with 1uF it will draw >50mA which may possibly damage your
    LEDs. Should you wand Zener protection use 32volt 1watt zener Diodes in
    series and in reverse bias condition in parallel with 19uF 160
    volts against surge (not genuinely needed)

  121. Read through was captivating, remain in touch

    make sure you head to the web pages we pursue, which includes this just one, since it signifies our picks from your world wide web

  122. Excellent web site

    the time to study or take a look at the material or online websites we now have associated with underneath the

  123. Go through was captivating, stay in touch

    make sure you head to the websites we abide by, such as this a single, while it signifies our picks through the web

  124. Internet sites we suspect it is advisable to check out

    even though webpages we backlink to underneath are considerably not linked to ours, we think they are simply genuinely well worth a undergo, so have got a look

  125. International Page views Machine overview

    be sure to head to the net webpages we stick to, like this one particular special, due to the fact it represents our picks through the website

  126. International Page views Machine overview

    be sure to head to the net webpages we stick to, like this one particular special, due to the fact it represents our picks through the website

  127. Learn was attention-grabbing, keep in contact

    make sure you explore the web-sites we comply with, which includes this a person, while it represents our picks with the internet

  128. Global Website traffic Machine evaluate

    make sure you explore the web webpages we follow, similar to this a single specified, as it signifies our picks from the online

  129. Weblogs ou must be looking through

    The following may be a captivating Blog You can actually Identify handy that we Motivate You to discover

  130. Weblogs ou should really be reading

    Listed here can be described as Outstanding Blogging site You may Discover Exciting that we Really encourage You

  131. Browse was unique, keep in touch

    make sure you head over to the web sites we observe, like this one particular, because it represents our picks in the web

  132. Great web-site

    The info described in the publish undoubtedly are a number of belonging to the highly most effective available

  133. Online websites we consider you’ll want to see

    though sites we backlink to underneath are substantially not linked to ours, we think they can be genuinely well worth a undergo, so have got a look

  134. Learn was fascinating, remain in touch

    make sure you have a look at the online sites we adhere to, for example this a particular, since it represents our picks from the web

  135. Excellent web site

    the time to study or take a look at the material or online websites we now have associated with underneath the

  136. Wonderful blog

    the time to look at or have a look at the information or internet sites we’ve got connected to down below the

  137. Web pages truly worth traveling to

    below are a few back links to sites that we url to considering we think there’re worthy of traveling to

  138. Check out was useful, continue to be in touch

    please head over to the web pages we pursue, as well as this 1, given it signifies our picks through the word wide web

  139. Check out this out

    that is the conclusion of this piece of writing. Right here you will acquire some web pages that we think you are going to enjoy, just just click the inbound links above

  140. Take a look at this out

    that’s the conclusion of this post. The following you will obtain some online sites that we presume you will recognize, just click on the links above

  141. Internet sites we suspect it is advisable to check out…

    even though webpages we backlink to underneath are considerably not linked to ours, we think they are simply genuinely well worth a undergo, so have got a look…

  142. Gems within the web-based…

    pretty several internet sites that come to pass to generally be in depth beneath, from our standpoint are unquestionably clearly definitely worth trying out…

  143. Salvador Cochrum…

    we came throughout a cool online site which you will just take enjoyment in. Acquire a look for once you want…

  144. Study was remarkable, keep in touch…

    please explore the webpages we follow, like this one, given it represents our picks through the online…

  145. Swiftest tactic to burn up stomach unwanted fat fast…

    Every once within a whenever we decide for blogs that we read through. Outlined underneath are the most present-day web pages that we decide for…

  146. Web sites really worth going to…

    here are a few one way links to webpages that we website link to because we think they’re value traveling to…

  147. Web-sites you’ll want to pay a visit to…

    down below you’ll find the url to some online websites that we believe it is advisable to check out…

  148. Gems in the world wide web…

    particularly couple of sites that take place to become in-depth underneath, from our standpoint are definitely perfectly definitely worth looking at…

  149. Go through was engaging, remain in touch…

    please go to the sites we comply with, which include this 1, because it signifies our picks within the world-wide-web…

  150. Resources…

    test down below, are some fully unrelated internet sites to ours, having said that, they are most honest sources that we use…

  151. Internet sites you should see…

    beneath you’ll find the website link to some internet sites that we believe that you really should see…

  152. Swiftest process to burn up belly extra fat quickly…

    Every once within a when we choose for weblogs that we go through. Outlined underneath will be the most current websites that we choose for…

  153. Sites we believe that you should head over to…

    although online websites we backlink to down below are significantly not associated to ours, we truly feel they can be genuinely definitely worth a experience, so possess a look…

  154. Spectacular web page…

    The specifics talked about within the put up certainly are a number of of your extremely ideal readily available…

  155. Web-sites really worth browsing…

    the following are a few one way links to webpages that we url to mainly because we believe that there’re value visiting…

  156. Check out was useful, continue to be in touch…

    please head over to the web pages we pursue, as well as this 1, given it signifies our picks through the word wide web…

  157. Gems from your on-line…

    very handful of internet sites that take place for being in depth under, from our viewpoint are unquestionably effectively value checking out…

  158. Gems from your on-line…

    pretty very few sites that take place to be comprehensive underneath, from our perspective are certainly very well price checking out…

  159. Online websites really worth checking out…

    right here are some inbound links to web-sites that we website link to considering we believe that they are really truly worth going to…

  160. Gems type the web…

    very couple of web-sites that occur to generally be in depth beneath, from our perspective are undoubtedly very well worthy of checking out…

  161. World-wide Site visitors Machine critique…

    please pay a visit to the world wide web webpages we follow, similar to this a single individual, because it represents our picks from your website…

  162. Internet sites you should see…

    down below you will find the hyperlink to some web-sites that we believe it is advisable to take a look at…

  163. Intercontinental Targeted visitors Machine assessment…

    be sure to check out the world wide web webpages we comply with, like this a person specified, because it represents our picks from your world-wide-web…

  164. Awesome internet websites…

    we arrived throughout a wonderful web site that you simply would possibly take pleasure in. Get a look if you need…

  165. Fastest technique to burn up belly body fat fast…

    Nearly every the moment inside of a after we opt for weblogs that we study. Outlined underneath are classified as the most active web pages that we choose for…

  166. Nice webpages…

    we came throughout a fantastic web page that you just could get pleasure from. Require a glance if you would like…

  167. Gems in the online world…

    very couple of website pages that happen to be comprehensive underneath, from our viewpoint are definitely effectively really worth looking at…

  168. Amazing website…

    consistently a big admirer of linking to bloggers that I like but do not get yourself a number of backlink adore from…

  169. Verify this out…

    which is the conclusion of this piece of writing. The following you’ll obtain some webpages that we suppose you will enjoy, just click on the hyperlinks more than…

  170. Gems from the word wide web…

    particularly couple of sites that come to pass to become complete down below, from our viewpoint are definitely effectively well worth checking out…

  171. Resources…

    test below, are a few thoroughly unrelated web-sites to ours, nevertheless, they may be most trusted sources that we use…

  172. Quickest technique to burn stomach extra fat rapidly…

    Every the moment inside of a whenever we decide for blogs that we go through. Listed beneath will be the most latest websites that we opt for…

  173. Internet sites we imagine you ought to explore…

    even though web-sites we backlink to down below are considerably not relevant to ours, we come to feel they may be essentially well worth a endure, so have got a look…

  174. Gems in the world-wide-web…

    incredibly few web pages that take place for being in-depth underneath, from our point of view are undoubtedly properly value checking out…

  175. Investigate this out…

    that’s the conclude of the document. The following you are going to locate some online sites that we suppose you will take pleasure in, just just click the one way links through…

  176. Browse was attention-grabbing, continue to be in contact…

    make sure you explore the online sites we abide by, for example this 1, because it signifies our picks with the web…

  177. Gems variety the internet…

    really several web pages that transpire for being detailed underneath, from our point of view are without doubt very well well worth trying out…

  178. Online websites we Like…

    Every one time in a although we pick out blogs that we examine. Listed underneath would be the latest web pages that we prefer…

  179. On the web Piece of writing…

    The information mentioned inside of the article are some of the best on the market…

  180. Gems form the online world…

    really handful of web pages that occur to become precise down below, from our standpoint are unquestionably nicely price trying out…

  181. Check this out…

    that’s the finish of the report. Here you’ll unearth some websites that we suppose you are going to enjoy, just click the one way links more than…

  182. Web sites you really should see…

    underneath you are going to discover the backlink to some internet sites that we believe you’ll want to have a look at…

  183. Wonderful internet sites…

    we came across a fascinating web page that you may possibly benefit from. Just take a glance if you would like…

  184. Gems with the on-line…

    rather several websites that come to pass to get precise underneath, from our standpoint are undoubtedly well well worth trying out…

  185. Look over was remarkable, continue to be in contact…

    remember to take a look at the websites we abide by, as well as this a person, because it signifies our picks within the internet…

  186. Gems type the net…

    quite several webpages that occur to be comprehensive under, from our viewpoint are without doubt well well worth looking at…

  187. Resources…

    verify down below, are some totally unrelated website pages to ours, yet, there’re most dependable resources that we use…

  188. Online websites we consider you’ll want to see…

    though sites we backlink to underneath are substantially not linked to ours, we think they can be genuinely well worth a undergo, so have got a look…