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LA PROVINCIA LOMBARDO-VENETA dei figli di San Giovanni di Dio

mercoledì, 07 maggio 2008

LA PROVINCIA LOMBARDO-VENETA dei figli di San Giovanni di Dio

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22 SETTEMBRE 1588…posa prima pietra della ristrutturazione

 

 

L’ OSPEDALE FATEBENEFRATELLI

Il grande cuore di S. Carlo Borromeo alle origini dell’Ospedale.

S. Carlo Borromeo (Arcivescovo di Milano dal 1560 al 1584), sempre pronto ad accogliere le necessità del suo popolo, constata che molti ammalati dimessi dagli Ospedali cittadini ricadono nelle loro malattie per l’impossibilità di fare un’adeguata convalescenza. Ritenendo suo dovere di pastore provvedervi, progetta di fondare un “Ospedale dei Convalescenti” e vi mette mano con la sua nota decisione. Ce lo illustra molto bene il suo contemporaneo Sac. Giovanni Piero Giussano nella “Vita di San Carlo” edita l’anno 1610 dalla Stamperia della Camera Apostolica di Roma:
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L’amore ch’egli portava a i poverelli del Signore, e la carità sua verso i bisognosi, lo spingeva a cercare tutte le vie, per provvedere a i loro bisogni; però gli sovvenne in questo tempo di fondare un’ Hospitale di Convalescenti, per aiuto dei poveri infermi, che si partivano dall’ Hospital Maggiore;
il quale è molto celebre per l’ampiezza sua, e per diversi altri Hospitali, che ha sotto di sé, dove sono accettati tutti i poveri infermi ancora forestieri, e con grande carità curati;
ma perché se ne partivano gli infermi in stato di convalescenza, i quali per non haver il modo di provedersi delle cose bisognevoli a ricuperare le pristine forze, molti facevano poi gravi ricadute, e ne moriva perciò non pochi;
pensò di voler provedere questo bisogno, con fondare il detto Hospitale de Convalescenti, nel quale stessero i poveri fin che havessero acquistate le forze, e fattisi atti a guadagnarsi il vivere ne i loro esercitii.
Per tanto fece elettione d’alcuni Nobili della Città per Deputati, i quali gli fossero cooperarii nell’erettione, e governo dell’Hospitale. Dipoi provide del luogo, e cominciò preparare i mobili della casa, spendendo di sua borsa; ma essendo sopragiunto in questo tempo dalla morte, restò così Santa istitutione imperfetta…”.
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S. Carlo realizza tutto ciò nel 1584, suo ultimo anno di vita, ma già da tempo vi andava pensando. L’ Oltrocchi pubblicando nel 1751 una nuova edizione dell’opera del Giussano annota infatti:
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Questo desiderio di offrire assistenza ai convalescenti già da qualche anno preoccupava s. Carlo; si possono infatti leggere le sue lettere inviate al Nunzio Apostolico di Francia, nelle quali circa tre anni prima lo pregava che non venisse gravata di oneri fiscali una parte del terreno di proprietà dell’Abbazia di S. Dionigi, dove egli si era proposto di fondare il convalescenziario. Quel luogo corrispondeva a quello dove attualmente sorge il Convento delle Suore di Maria Annunziata a Porta Orientale. Inoltre aveva già scelto dei collaboratori (administros) nell’assistenza ai convalescenti avendo il 16 ottobre dell’anno precedente (1583) scritto al Cardinale Maffeo: “essere già deliberato e convenuto che i confratelli di S. Rocco si prendessero cura dei convalescenti”.
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Quando ormai l’Ospedale dei Convalescenti era allestito preso la Chiesa di S. Rocco a Porta Orientale con 12 letti, San Carlo viene a mancare. E la sua intuizione? Viene realizzata dal suo successore Mons. Gaspare Visconti (Arcivescovo di Milano dal 1584 al 1595) affidandola ai Padri della Congregazione di S. Giovanni di Dio, detti Fatebenefratelli.
. Il brano sopra citato del biografo Giussano così continua:
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“…essendo sopraggiunto in questo tempo dalla morte, restò così Santa istitutione imperfetta: havendo però Dio nostro Signore voluto che il pio pensiero del Servo suo fosse effettuato in ogni modo, posciachè Mons. Gaspare Visconti suo immediato successore, diede luogo poi in questa Città alli Padri della Congregazione di Giovanni di Dio, a simil fine, i quali vi hanno eretto un’ Hospitale dei Convalescenti, che hoggidì si vede in piedi, a beneficio universale de’ poveri”.
. Una testimonianza di particolare valore la troviamo in una supplica inviata dai medesimi Fatebenefratelli al Card. Federico Borromeo nel 1601; vi risulterebbe anche che S. Carlo stesso avrebbe pensato a loro per il suo convalescenziario.
. “Sapendo li Padri del B. Giovanni di Dio detti li frati ben fratelli di Milano humilissimi servi di V.S. Ill. ma e Rev.ma quanto il B. Carlo di Santa memoria habbia sempre favorito et aiutato li poveri di Gesù Cristo, le opere della carità, et li lochi pij soccorrendoli in tutti li loro bisogni et necessità, come è manifesto a tutto il mondo.
Et in particolare l’opera tanto caritativa degli poveri infermi convalescenti, alla quale tenendone tanta necessità la Città di Milano, volse dar principio con dodeci letti, che erano in S. Rocco in Porta Orientale et ordinò che si tenesse cura dei poveri infermi convalescenti intendendo che molti ne morivano per le ricadute nel male, non havendo loro proprio da governarsi con regola, con animo di far venire poi in questa Città li detti Padri ad esercitare la suddetta opera secondo il loro instituto, ma da altre continue et sante occupationi impedito, si crede non potesse effettuare tal pensiero.
Quali letti furono trasferiti nell’ Hospitale delli suddetti Padri, et sono accresciuti sino al numero di 30 con speranza di accrescerli sino a 100 conforme al disegno della fabrica con l’agiuto della Maestà di Dio, et il V.S. Ill.ma e Rev.ma…”.
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I Fatebenefratelli a Milano guidati dal 1° Generale P. Soriano.
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Soriano-Pietro---2
La Congregazione dei Fatebenefratelli era sorta nel 1537 a Granada in Spagna, per opera di Giovanni Cidade o Ciudad, divenuto poi San Giovanni di Dio (1495 – 1550).
Nel 1570 furono inviati a Roma i Padri Sebastiano Arias e Pietro Soriano per sollecitare dal Pontefice Pio V l’approvazione pontificia alla nuova Congregazione.
. Ottenutala il 1° gennaio 1571 con la Bolla “Licet ex debito”, P. Arias tornò a Granada mentre P. Soriano rimase in Italia.
. Padre Pietro Soriano, nato nell’anno 1515, a 40 anni aveva abbandonato la carriera militare per aggregarsi ai discepoli di Giovanni di Dio in Granada, dove nel 1555 ricevette l’abito dalle mani del P. Giovanni Garcìa, uno dei primi compagni del fondatore. Di spirito entusiasta e organizzativo fu uno dei principali promotori dell’Ordine, soprattutto in Italia, dove curò la fondazione di Ospedali a Napoli, Roma, Perugia, Palermo, Messina, Firenze.
Nel primo Capitolo dell’ordine che si celebrò in Roma il 23 giugno 1587 fu eletto 1° Generale. Un anno dopo, nell’agosto 1588, morì. Poco prima della sua morte, a Milano aveva sottoscritto l’atto di acquisto del terreno su cui erigere l’Ospedale dei Convalescenti da lui stesso appena fondato.
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6 luglio 1588, l’atto di nascita dell’Ospedale Fatebenefratelli.
. L’istrumento a rogito del Notaio Giovanni Pietro Scotti, a noi giunto in copia autentica, ci offre una sicura cronistoria degli importanti avvenimenti. “Nel nome del Signore. Amen Nell’anno 1588, in prima indizione, il mercoledì 6 luglio, nel quarto anno del Pontificato del Santissimo Signor nostro Sisto per Divina Provvidenza Papa V°. Siccome il Venerando Collegio della Beatissima Vergine Maria, detto dei Nobili, eretto negli edifici della Prepositura di S. Giovanni Evangelista, un tempo dell’ordine detto degli Umiliati, ora si trova molto gravato da debiti, contratti specialmente per la ricostruzione e l’ampliamento del detto Venerandi Collegio, e al medesimo Collegio non resta altro modo per pagare tali debiti se non di mettere all’asta e vendere alcune case con l’orto, curia, edificio e una parte dell’unico orto, tutti facenti parte del medesimo Collegio. E perciò nei mesi precedenti da parte del m. Reverendo Rettore e degli Ill.mi Signori Deputati del suddetto Venerando Collegio furono esposti ed affissi gli avvisi d’asta per vendere i detti casa, orto, sito e curia e una parte del giardino…” I Fatebenefratelli sono a Milano…negli edifici messi in vendita dal Collegio dei Nobili.
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Decreto di erezione canonica. – 6 luglio 1588
. Subito dopo la firma dell’atto di compera del terreno, l’Arcivescovo pubblica il decreto di erezione canonica del Convento e dell’Ospedale di S. Maria Ara Coeli della Congregazione di S. Giovanni di Dio.
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L’antico “Fatebenefratelli” fu voluto da S. Carlo Borromeo, cardinale di Milano.
. Sul frontespizio d’ingresso dell’Ospedale trovate scritto “Ospitale Fate Bene Sorelle”.
. Il “Fatebenefratelli” non c’è più: fu demolito nel gennaio 1937.
1 – Notizie del FBF 6 luglio 1588 acquisto dello stabile e fondazione del convento – ospedale.             La metropoli si era ripresa dopo la terribile peste del 1577, detta di S. Carlo, ricordate il Manzoni, I Promessi Sposi (moriva s. Carlo nel 1584)             S. Carlo, grande santo vescovo di Milano organizza un Ospedale per convalescenti perché i malati dimessi troppo presto dagli ospedali, erano soggetti a gravi ricadute.             C’erano già 15 istituzioni sanitarie a Milano:             1. Ospedale Maggiore per malattie generiche             2. S. Ambrogio per la chirurgia             3. S. Vincenzo per la psichiatria             4. S. Lazzaro per la dermatologia             5. S. Simpliciano per gli incurabili             6. Pietà, per gerontocomio             7. S. Celso, brefotrofio             8. S. Dionigi per bimbi illegittimi             9. dei mendicanti, per i vagabondi             10. S. Martino, orfanotrofio maschile             (martinitt)             11. S. Caterina, orfanotrofio femminile             12. S. Giacomo, per i figli degli spagnoli             13. S. Pietro per pellegrini ultramontani             14. S. Giacomo, per i pellegrini di s. Giacomo di Compostela             15. farmacia di S. Corona per la distribuzione delle medicine ai poveri.             Contatti con i padri di S. Giovanni di Dio (spagnoli) per l’ Ospedale dei convalescenti; Spagnoli perché la Lombardia era sotto dominazione spagnola e quindi arrivavano notizie dalla Spagna ed erano facilitati (o unici) i contatti con questa potenza (che comunque non avrebbe preso gente di altri stati).
S. Giovanni di Dio: per noi festa grande 28.11. nel ricordo della traslazione del corpo nella cappella dell’ Ospedale dei Fatebenefratelli, il 28.11.1664             * S. Carlo muore nel 1584: santo vescovo molto attento ai problemi dei malati, e nel Testamento lascia erede universale dei suoi enormi beni (isole Borromeo, lago Maggiore, Angera, Arona….) l’Ospedale Maggiore di Milano, detto Ca’ Granda.             Ma le trattative furono portate avanti dal successore monsignor Gaspare Visconti:             nel 1587 ospita in casa sua 22 ospedalieri             * il 6.7.1588 è comperato il vecchio collegio dei nobili             * il 22.9.1588 posa prima pietra della ristrutturazione – ampliamento del collegio             * i primi malati furono 30, curati gratuitamente, ma il cibo, le medicine, la biancheria…costava e i religiosi chiedevano l’elemosina in giro per la città come facevano in Spagna dicendo: “Fate del bene fratelli”. Quindi ‘nome’ scelto non col computer, ma dall’esperienza concreta di povertà. I Milanesi si dimostrarono in generale disponibili verso questi figli di S. Giovanni di Dio che nei giorni festivi li attendevano alle porte delle chiese principali o agli assembramenti del Carrobbio e scuotevano la loro coscienza ripetendola supplica del loro santo fondatore: “Fate bene fratelli, per amore di Dio…e fate bene a voi stessi”.             * Per le cure si dimostrò molto efficiente la farmacia avviata dagli ospedalieri e nell’orto del convento fu intensificata la coltivazione di piante medicinali: vedremo un antico torchio nel giretto in Ospedale.
Difficoltà della storia. * cambio di governi nella nostra Lombardia: Spagna…Austria…Francia…             a. 1794, leggi Giuseppine (Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria) con soppressione di ordini religiosi…ma i Fatebenefratelli, per i loro meriti sociali e scientifici, si salvano.             b. 1805, repubblica Cisalpina, Napoleone Re d’Italia (incoronato in Duomo con la corona ferrea di Monza – chiodo della croce: sono confiscati alcuni beni…ma i Fatebenefratelli si salvano.             c. un attimo di pace, nel 1822 partono abbellimenti e ristrutturazioni: statua (1828) del santo fatta da Pompeo Marchesi, professore di Brera – qui vicino – dopo la demolizione si trova nel nostro cortile ”Fatebenesorelle”.             d. 1836 e 1860 epidemie di colera in città: grandi benemerenze dei padri Fatebenefratelli.             e. Famose 5 giornate di Milano: 18-22 marzo 1848, contro gli austriaci, rivolta iniziata da Porta Orientale (oggi Porta Venezia), qui vicino e vicinissimo all’Ospedale Fatebenefratelli: prestato soccorso a 71 civili e 33 militari. I religiosi ebbero solenni ringraziamenti pubblici anche da Napoleone III in visita ai feriti.             f. 7.7.1866 nuove leggi – severe – di soppressione degli ordini religiosi (non motivi religiosi, ma…economici…): i religiosi possono restare in Ospedale non come responsabili, ma come dipendenti. Resistono quasi 20 anni, ma la convivenza con l’amministrazione laica era diventata difficile e il 30 settembre 1885 lasciano l’Ospedale per un piccolo cronicario ‘privato’, chiamato S. Giuseppe, in via S. Vittore…che poi diventerà clinica…ed oggi (dopo la riforma delle USL, 1978), Ospedale generale a tutti gli effetti.             Col Fatebenesorelle, i religiosi Fatebenefratelli non c’entrano proprio. Come assistenza spirituale c’è semore stato un prete ambrosiano, della città, come me ora.
OSPEDALE    FATEBENESORELLE Per i fondi si rivolge ad una brava contessa Laura Ciceri Visconti (1768-1941) e acquista un piccolo convento presso la Chiesa di S. Ambrogio ad Nemus (bosco), vicino all’Arco della Pace (che non c’era ancora, fu inaugurato il 10.9.1838 per celebrare Ferdinando I, re del Lombardo – veneto), in Via Peschiera. Giovanna Lomeni, suora uscita dal Convento per le famose leggi di soppressione degli ordini religiosi (1810), raccoglie le malate (ambulatorio volontariato): solo femmine perché gli uomini avevano già il Fatebenefratelli. * 1 settembre 1823, dopo le autorizzazioni dell’ Imperial regia Delegazione provinciale, si ricoverano le prime malate; la ‘cosa’ nasce come “ente privato”. 1825 muore Giovanna Lomeni, diventa direttrice la contessa Ciceri             25.5.1825 visita dell’imperatrice d’Austria             13.6.1825 visita dell’Imperatore             Successo dell’iniziativa, donazione di Donna Paola Agnesi (1824, Valera di Varedo); lascito della figlia Maria in Ala di Ponzone con soldi e tempi maturi per un vero Ospedale e all’interno della città.             Compera l’ortaglia del Romitaggio (antico possedimenti dei frati Carmelitani) nel 1835 e il 18.4.1836 fu benedetta la prima pietra del nuovo Ospedale “Fate Bene Sorelle” fatto su disegno dell’architetto Giulio Aluisetti. Facciata Ospedale, angolo sinistro: Farmacia, angolo destro Cappella (anima e corpo per una cura totale dell’uomo) e la prima pietra è sotto la Farmacia (Spezieria). Si completa la facciata e il lato destro; 1838, bassorilievi della facciata: i lasciti, la posa della prima pietra, la vestizione delle suore per la cure delle malate. 29.9.1840 iniziano i ricoveri. Era sempre presente un medico, dottor Gola; per i casi più difficili si chiedeva la consulenza del primario del Fatebenefratelli, professor Martinelli. imperatore Ferdinando I dona il monumento ”la maternità”, fatto dal Nesti (Brera): mamma con tre bimbi (portico adiacente la portineria). 29.10.1841 muore la contessa Ciceri e succede nella direzione il marchese Giuseppe Visconti.             I milanesi vollero elevare un monumento alla contessa benemerita: fu inaugurato il 18.4.1848 – anniversario della posa della prima pietra – e casualmente il primo giorno delle famose 5 giornate di Milano, per liberare la città dagli austriaci (sotto il portico nel cortile centrale) opera di Marchesi.             1.10.1852    dottor Domenico Gola, direttore sanitario, dopo il primariato al Fatebenefratelli             1852            farmacia             1853            organo – restauro 1990 e concerto mensile trasmesso nelle stanze dei malati … musico/terapia, ultima del mese.             1853             campanile, restaurato 1991, fermo dal 1943, dopo il bombardamento dell’Ospedale.             1853            dottor Domenico Quaglino, oculistica             1862             orologio cortile centrale 30 agosto 1863 re Vittorio Emanuele II decreto che unifica il Fatebenesorelle all’Ospedale Maggiore (uffici amministrativi e perde la propria autonomia)             1880             illuminazione a gas; 1901 ottobre illuminazione elettrica, società Edison;             1907             1 luglio si apre la Chirurgia; 1907 ascensore Stiegler; 1910 aprile,   reparto particolare con veranda per malate di tubercolosi “Nasoni”; 1             9.7.1912        dichiarato monumento nazionale 3.1.1841
UNIFICAZIONE dei due ospedali. 1925, 13 dicembre decreto del re Vittorio Emanuele III che distacca il Fatebenesorelle dal Maggiore e unifica FBF e FBS – Agnesi             6 maggio 1933 FBF – FBS – Agnesi diventano unico ente, con unica amministrazione.             1936             riunione dei due ospedali in unica sede, corso di Porta Nuova.             16.12.36 trasporto dei malati al FBS             febbraio 1937 demolizione FBF, dopo 348 anni di gloriosa attività: si ricupera quanto c’è di bello artisticamente, quadri, addobbi religiosi, statua di S. Giovanni, opera di Marchesi, nel cortile centrale del FBSorelle; l’altare nella Chiesa parrocchiale di Garbagnate Milanese.             18 aprile 1937, dopo la Messa, demolita la Chiesa adiacente. 29.6.1940 L’Italia entra in guerra a fianco della Germania.             1° bombardamento 24 ottobre 1942             II°-8 agosto 1943 bombardamento di Milano e colpito gravemente l’ospedale (vicino alle Varesine, olim stazione ferroviaria – non c’era ancora la Centrale)             Nessun danno ai malati, che erano stati portati nei rifugi dagli infermieri e dalle suore III°- 13.8.43, si decide trasferimento; il cardinale Schuster mette a disposizione il seminario di S. Pietro Seveso.             21.9.1943 si riapre la chirurgia, pur ridotta.;  25.4.45 fine della guerra.             1947 progetti di ricostruzione e ampliamento             maggio 1947 inizia il Pronto Soccorso             22.11.1959 inaugurazione alla presenza del cardinale Montini (Paolo VI) del padiglione di p.zza Principessa Clotilde.             1962 ginecologia e ostetricia; 1963 urologia; 1966 neurochirurgia; 1967 radiologia, medicina nucleare;             1968 qualifica di Ente Ospedaliero; accettazione, emoteca, ambulatorio di cardiologia, farmacia.             1971 chirurgia plastica, ortopedia; 1973.4 giugno rianimazione.              OFTALMICO 1864    Dottor GIOVANNI ROSMINI apre un dispensario oculistico aiutato economicamente da amici; si pensa poi a un vero Ospedale.1.4.1874 si apre l’Istituto Oftalmico in via Borghetto (porta Venezia).             18.9.1875 re Vittorio Emanuele II, eretto in Ente Morale; 1.10.1881 è acquistato il terreno in via Castelfidardo 1883 trasferimento dell’Istituto in via Castelfidardo, con 45 letti 1890    65 letti; 1909    85 letti; 28.4.1906 visita del Re d’Italia Vittorio Emanuele III             2.7.1906 visita della Regina Margherita.             Crisi per la 1° guerra mondiale 1915-18; 2 marzo 1932 ripresa e diventa anche sede della Clinica Oculistica universitaria. Danni gravi per i bombardamenti della II guerra (come al Fatebenesorelle) agosto 1943 e trasferimento della clinica universitaria al Policlinico.             1950-1967 vera e completa ristrutturazione (non c’era nessun legame con il FBSorelle)             ortottica;  retinografia;  cucina;  biblioteca;  radiologia;   attrezzature e macchinari scientifici moderni             Cappella, inaugurata dal cardinale Colombo il 13 dicembre 1965, festa di S. Lucia.             * DON CARLO GNOCCHI e PROFESSOR GALEAZZI CESARE gennaio 1956             – guerra in Russia;  impegnato per orfani; apertura ai mutilatini; dono degli occhi (cornee); contro la Legge e la TEOLOGIA; polizia che…perde la macchina; morte alla Columbus e trapianto qui Oftalmico a un bimbo e una bimba ciechi. Trionfo i funerali nel Duomo di Milano. Galeazzi, bravo umanamente e scientificamente, vacanze spese in Africa a curare gratuitamente gli occhi…             12.11.1968 è dichiarato Ente Ospedaliero;             17.2.1975 Galeazzi lascia l’attività             13 maggio 1975 fusione col Fatebenefratelli (1980 sottopasso).              GUERRA 1940-45
28 novembre: Festa Patronale di S. Giiovanni di Dio e ricordo della sua canonizzazione

L’antico “Fatebenefratelli” fu voluto da S. Carlo Borromeo, cardinale di Milano.

Il “Fatebenefratelli” non c’è più: fu demolito nel gennaio 1937.

C’erano già 15 istituzioni sanitarie a Milano:             1. Ospedale Maggiore per malattie generiche             2. S. Ambrogio per la chirurgia             3. S. Vincenzo per la psichiatria             4. S. Lazzaro per la dermatologia             5. S. Simpliciano per gli incurabili             6. Pietà, per gerontocomio             7. S. Celso, brefotrofio             8. S. Dionigi per bimbi illegittimi             9. dei mendicanti, per i vagabondi             10. S. Martino, orfanotrofio maschile             (martinitt)             11. S. Caterina, orfanotrofio femminile             12. S. Giacomo, per i figli degli spagnoli             13. S. Pietro per pellegrini ultramontani             14. S. Giacomo, per i pellegrini di s. Giacomo di Compostela             15. farmacia di S. Corona per la distribuzione delle medicine ai poveri.             Contatti con i padri di S. Giovanni di Dio (spagnoli) per l’ Ospedale dei convalescenti; Spagnoli perché la Lombardia era sotto dominazione spagnola e quindi arrivavano notizie dalla Spagna ed erano facilitati (o unici) i contatti con questa potenza (che comunque non avrebbe preso gente di altri stati).

S. Giovanni di Dio: per noi festa grande 28.11. nel ricordo della traslazione del corpo nella cappella dell’ Ospedale dei Fatebenefratelli, il 28.11.1664

            * S. Carlo muore nel 1584: santo vescovo molto attento ai problemi dei malati, e nel Testamento lascia erede universale dei suoi enormi beni (isole Borromeo, lago Maggiore, Angera, Arona….) l’Ospedale Maggiore di Milano, detto Ca’ Granda.             Ma le trattative furono portate avanti dal successore monsignor Gaspare Visconti:             nel 1587 ospita in casa sua 22 ospedalieri             * il 6.7.1588 è comperato il vecchio collegio dei nobili             * il 22.9.1588 posa prima pietra della ristrutturazione – ampliamento del collegio             * i primi malati furono 30, curati gratuitamente, ma il cibo, le medicine, la biancheria…costava e i religiosi chiedevano l’elemosina in giro per la città come facevano in Spagna dicendo: “Fate del bene fratelli”. Quindi ‘nome’ scelto non col computer, ma dall’esperienza concreta di povertà. I Milanesi si dimostrarono in generale disponibili verso questi figli di S. Giovanni di Dio che nei giorni festivi li attendevano alle porte delle chiese principali o agli assembramenti del Carrobbio e scuotevano la loro coscienza ripetendola supplica del loro santo fondatore: “Fate bene fratelli, per amore di Dio…e fate bene a voi stessi”.             * Per le cure si dimostrò molto efficiente la farmacia avviata dagli ospedalieri e nell’orto del convento fu intensificata la coltivazione di piante medicinali: vedremo un antico torchio nel giretto in Ospedale.

Difficoltà della storia. * cambio di governi nella nostra Lombardia: Spagna…Austria…Francia…             a. 1794, leggi Giuseppine (Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria) con soppressione di ordini religiosi…ma i Fatebenefratelli, per i loro meriti sociali e scientifici, si salvano.             b. 1805, repubblica Cisalpina, Napoleone Re d’Italia (incoronato in Duomo con la corona ferrea di Monza – chiodo della croce: sono confiscati alcuni beni…ma i Fatebenefratelli si salvano.             c. un attimo di pace, nel 1822 partono abbellimenti e ristrutturazioni: statua (1828) del santo fatta da Pompeo Marchesi, professore di Brera – qui vicino – dopo la demolizione si trova nel nostro cortile ”Fatebenesorelle”.             d. 1836 e 1860 epidemie di colera in città: grandi benemerenze dei padri Fatebenefratelli.             e. Famose 5 giornate di Milano: 18-22 marzo 1848, contro gli austriaci, rivolta iniziata da Porta Orientale (oggi Porta Venezia), qui vicino e vicinissimo all’Ospedale Fatebenefratelli: prestato soccorso a 71 civili e 33 militari. I religiosi ebbero solenni ringraziamenti pubblici anche da Napoleone III in visita ai feriti.             f. 7.7.1866 nuove leggi – severe – di soppressione degli ordini religiosi (non motivi religiosi, ma…economici…): i religiosi possono restare in Ospedale non come responsabili, ma come dipendenti. Resistono quasi 20 anni, ma la convivenza con l’amministrazione laica era diventata difficile e il 30 settembre 1885 lasciano l’Ospedale per un piccolo cronicario ‘privato’, chiamato S. Giuseppe, in via S. Vittore…che poi diventerà clinica…ed oggi (dopo la riforma delle USL, 1978), Ospedale generale a tutti gli effetti.

1 – Notizie del FBF 6 luglio 1588 acquisto dello stabile e fondazione del convento – ospedale.             La metropoli si era ripresa dopo la terribile peste del 1577, detta di S. Carlo, ricordate il Manzoni, I Promessi Sposi (moriva s. Carlo nel 1584)             S. Carlo, grande santo vescovo di Milano organizza un Ospedale per convalescenti perché i malati dimessi troppo presto dagli ospedali, erano soggetti a gravi ricadute.Sul frontespizio d’ingresso dell’Ospedale trovate scritto “Ospitale Fate Bene Sorelle”.

L’Ospedale San Giuseppe, appartenente alla Provincia Religiosa Lombardo Veneta dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli, nacque nel 1874 come luogo di accoglienza di malati cronici e subcronici favorendo, in modo particolare, quella classe sociale che non poteva accedere alle costose case di salute. La prima S. Messa per la piccola Comunità venne celebrata, in data 8 marzo 1874, in occasione della solennità di S. Giovanni di Dio, dal P. Giuseppe Maria Cipoletti, sacerdote del Fatebenefratelli. In tale occasione la piccola Comunità, si affrettò a chiedere, per mezzo del Priore Generale Giovanni Maria Alfieri, una particolare benedizione del S. Padre che fu concessa in data 12 marzo 1874.
In data 8 aprile 1875 l’Arcivescovo di Milano, Mons. Nazari di Calabiana, impartì la benedizione della prima pietra. Poco prima, Papa Pio IX aveva mandato una bellissima Pergamena con la sua benedizione e l’indulgenza plenaria dell’anno giubilare. Nell’agosto del 1942 l’Ospedale San Giuseppe fu completamente distrutto da un bombardamento aereo. Riaperto nel 1952 si collocò, con 300 posti letto, tra le migliori cliniche private di Milano. Nel settembre 1974 l’Ospedale San Giuseppe viene inserito a pieno titolo nella struttura ospedaliera pubblica assumendo la classificazione di “Ospedale Generale di Zona”. Nel corso del 1999 l’Ospedale ha ottenuto il totale accreditamento secondo la normativa vigente.
Chi siamo:
Il nostro Ordine Ospedaliero attualmente è presente in cinquanta Paesi dei cinque continenti, con circa 400 opere apostoliche.
Avendo ricevuto come eredità il carisma dell’ospitalità, seguendo l’esempio del nostro Fondatore ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi. E’ il modo in cui viviamo e agiamo manifestando la nostra spiritualità.
Nel nostro impegno verso le persone che soffrono operiamo nel campo della sanità e del sociale. La Chiesa ci definisce come un Ordine mendicante, ed abbiamo sempre cercato di agire con un atteggiamento di assistenza nei confronti delle persone che ne hanno bisogno.
Nei diversi Paesi e nei vari servizi operiamo accanto alle organizzazioni statali, sempre in accordo con i Ministeri della Salute, della Previdenza Sociale e con altri organismi civili, come amministrazioni locali, ecc.
Siamo presenti anche nei Paesi meno favoriti, dove i Centri dell’Ordine, basandosi sul principio della sussidiarietà e mossi dallo spirito missionario, suppliscono alle carenze esistenti a livello locale in ambito sanitario e sociale.
Siamo al servizio dei malati in generale e dei malati mentali in particolare. Negli ultimi tempi, inoltre, abbiamo promosso la creazione di unità per cure palliative, per malati di AIDS, per persone colpite dal morbo di Alzheimer, ecc.
Abbiamo anche dei Centri specializzati per persone con disabilità mentali e/o fisiche, per anziani, per senzatetto, e portiamo avanti dei programmi per tossicodipendenti o per persone con dipendenza da alcol.
Oltre ai Confratelli, sono integrati nella nostra missione circa 45.000 collaboratori con regolare contratto di lavoro, oltre a 8.000 volontari e a tantissimi benefattori che, confidando nel nostro progetto, ci sostengono economicamente.
Con il personale che lavora nei nostri centri e con i volontari cerchiamo di condividere i criteri secondo i quali desideriamo realizzare la missione, i suoi valori ed il progetto istituzionale, sempre nel pieno rispetto per l’individualità di ciascuno.

Oltre alle cure, alla riabilitazione, all’accompagnamento per i malati o per gli emarginati, nella nostra identità di centri cattolici, pur trovandoci in società tanto diverse, cerchiamo di promuovere l’evangelizzazione, trasmettendo con la nostra parola, ma soprattutto con la nostra vita, la Buona Novella che ci è stata portata da Gesù Cristo. Il nostro primo modo per evangelizzare è quello di accogliere tutte le persone così come sono, ed intervenire nel processo di avvicinamento a Cristo e alla Sua Chiesa come ricerca del significato vero della vita.
Nel nostro mondo, sempre più materialista e secolare, ci sentiamo espressione della Chiesa della carità.

 

 


 

7 Maggio 2008

Fino a quando…?

42 Risposte a “LA PROVINCIA LOMBARDO-VENETA dei figli di San Giovanni di Dio”

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