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L’ERA NUOVA E IL GIORNO DEL SIGNORE – Angelo Nocent

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Nella terza fase della mia età, mi trovo provvidenzialmente ad incarnare in qualche modo le due anime dei Fatebenefratelli: la religiosa e quella laica. Il connubio è frutto di vicende storiche che mi hanno portato ad alterne esperienze di vita.

Te le senti addosso come la pelle e non te le potresti togliere se non scorticandoti. Una mutilazione dolorosa e inutile. Come in ogni convivenza, anche nella mia .anima non mancano le conraddizioni, i lati oscuri, le penombre, le paure, magari incorniciate in una paludata sicurezza, solo apparente, che cela diverse fragilità e nasconde numerosi limiti.

Epperò, chi si trova in questa posizione che non frutta  benefici materiali ed esenta dalla preoccupazione di dover tutelare o difendere interessi personali o economico-istituzionali, non avendo un’immagine da salvaguardare, nulla da dimostrare, possiede una grande ricchezza: la libertà interiore.

Se c’è una forza, una grazia, è proprio contenuta in questa pronunciata debolezza: essere uomini che non contano. Il vantaggio è immediato: ci si sente liberi e leggeri (che non vuol dire irresponsabili e distanti) e  si avverte di poter osare il linguaggio della fede senza esitazioni, laddove  il « politicamente corretto, » consiglierebbe di usare un idioma alla pari: quello umano del dare e dell’avere, dei calcoli e delle scaltrezze.  Nulla di male, s’intende, ma limitante.

In un clima di pesanti condizionamenti, saturo di riserve mentali di ogni genere, su ogni tema,  il modo di comportarsi è soggetto a incombenti tentazioni:

  • mandare a farsi benedire il «Regno di Dio «espressione che non viene colta nel suo significato, quasi fosse una cosa che ha da venire. Lo dice espressamente l’evangelista Luca: «Il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o eccolo là. Perché il Regno di Dio è in mezzo a voi » (Lc 17,20-25).

  • Gesù non viene solo ad annunciare il Regno ma è lui stesso la venuta  del Regno. In Lui il Regno viene partecipato come dono. Non a caso, a non accorgersene sono proprio i Farisei. Sono loro a domandare a Gesù, che rende presente il Regno, quando il Regno verrà.

  • Farisei di oggi siamo noi nella misura in cui non reagiamo  agli stimoli della Grazia, ossia dello Spirito, promesso compagno di viaggio alla Chiesa, fino alla fine dei tempi. Il primo gesto cui siamo chiamati è di aprire gl’occhi su questa presenza non appariscente, ma reale e determinante.

  • Il rischio incombente è sempre lo stesso: lasciarci sorprendere e sospingere verso « altro » che non sia il Regno di Dio. E poi, riformulare l’astuta e scaltra domanda: quando verrà?

Qualche giorno fa mi sono sentito al telefono con l’amico carissimo Don Enrico Ghezzi, oggi Rettore di Santa Maria  dell’Orto di Roma, dopo aver lasciato da poco la Parrocchia.

Gli sono riconoscente debitore, giacché in  gioventù, lui studente alla Gregoriana, io aspirante… mi ha fatto tanto amare la Chiesa con le lettere che mi scriveva ed i libri che mi spediva.

Ad un certo punto della conversazione è emersa una constatazione:  noi apparteniamo, senza merito,  a quella generazione  che ha vissuto lo svolgersi del Vaticano II. Una grazia enorme.

Ma anche una generazione sfortunata, se vogliamo, perché  di “sognatori e visionari”, molto simile a quella di cui parla il profeta Gioele al cap. 3.  E’ per via di un contesto che voleva e vorrebbe altro.  E’ il ripetersi della domanda farisaica: quando verrà il Regno di Dio?

Fortunatamente basta rileggere il passo della promessa per sentirsi rinfrancati sulle gambe e riprendere vigore:

  • Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
  • i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.
  • Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito.
  • Farò prodigi nel cielo e sulla terra, sangue e fuoco e colonne di fumo.
  • Il sole si cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile.
  • Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato, poiché sul monte Sion e in Gerusalemme vi sarà la salvezza, come ha detto il Signore, anche per i superstiti che il Signore avrà chiamati.

Deludersi per i tempi? Mai. Dio va cercato là dove ci si trova, ha detto recentemente il Card. Martini, fiaccato nel fisico ma sorretto sempre da una gioiosa speranza. Quelli come me che hanno una piccola debole fede, hanno sempre la possibilità di unirsi a quella grande, assoluta, di Maria. Volendo, anche noi come lei, siamo in grado di vederegià ora il non ancora.

Che fortuna! Ci sono stati riservati proprio gli anni migliori della Storia. Dall’incarnazione del Verbo, quelli che viviamo, sono i migliori perché è un espandersi del Regno di Dio che ci coinvolge come protagonisti nell’Evento che in Cristo, Alfa e Omega,  ricapitola l’universo intero.

Non so ancora bene perché ho messo in piedi questo nuovo cantiere. Forse mi premeva di evidenziare una cosa che ho in animo, ossia che i movimenti, le associazioni, gli ordini e le congregazioni… mi vanno benissimo. A patto che non si perda mai di vista la consapevolezza di appartenere al POPOLO DI DIO e che non si straveda – come talvolta accade – più per i fondatori che per il Sommo Sacerdote CRISTO GESU’alfaomega.jpg

Udite, udite !

  • « Io, Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, saluto i fratelli della città di Efeso che credono in Cristo Gesù: Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Signore, vi diano grazia e pace.
  • Dio ci ha amati per mezzo di Cristo
  • Benedetto sia Dio Padre di Gesù Cristo nostro Signore.
  • Egli ci ha uniti a Cristo nel cielo, ci ha dato tutte le benedizioni dello Spirito.
  • Prima della creazione del mondo Dio ci ha scelti per mezzo di Cristo, per renderci santi e senza difetti di fronte a lui.
  • Nel suo amore Dio aveva deciso di farci diventare suoi figli per mezzo di Cristo Gesù. Così ha voluto nella sua bontà.
  • A Dio dunque sia lode, per il dono meraviglioso che egli ci ha fatto per mezzo di Gesù suo amatissimo Figlio Cristo è morto per noi e noi siamo liberati; i nostri peccati sono perdonati.
  • Questa è la ricchezza della grazia di Dio, che egli ci ha dato con abbondanza.
  • Ci ha dato la piena sapienza e la piena intelligenza:ci ha fatto conoscere il segreto progetto della sua volontà: quello che fin da principio generosamente aveva deciso di realizzare per mezzo di Cristo.
  • Così Dio conduce la storia al suo compimento: riunisce tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra sotto un unico capo, Cristo.
  • E anche noi, perché a Cristo siamo uniti, abbiamo avuto la nostra parte; nel suo progetto Dio ha scelto anche noi fin dal principio.
  • E Dio realizza tutto ciò che ha stabilito.
  • Così ha voluto che fossimo una lode della sua grandezza, noi che prima degli altri abbiamo sperato in Cristo.
  • E anche voi siete uniti a Cristo, perché avete ascoltato l’annunzio della verità, il messaggio del Vangelo che vi portò la salvezza, e avete creduto in Cristo.
  • Allora Dio vi ha segnati con il suo sigillo: lo Spirito Santo che aveva promesso.
  • Lo Spirito Santo è caparra della nostra futura eredità: di quella piena liberazione che Dio darà a tutti quelli che ha fatto suoi, perché possano lodare la sua grandezza.  (LETTERA AGLI EFESINI, 1ss) 

Formidabile l’ammonimento dell’Apostolo Pietro: «Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori ».

E bella quella messa in luce di un’altra profonde esigenza di vita che tocca tutti: « Siate pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (1 Pietro 3, 15).

Essa viene  dall’ascolto della Parola e dalla fede accolta anche

  • nella sua bellezza e forza intellettuale,
  • nella sua intima « ragionevolezza »,
  • nella singolare sintonia che essa sa realizzare con i valori e le richieste della mente umana,
  • e dunque come risposta piena, anzi eccedente a tutte le istanze autentiche della ragione

Questi sono gli intenti che si prefigge il cantiere.

Buona navigazione e partecipazione, dallo scafista

Angulo

44 Risposte a “L’ERA NUOVA E IL GIORNO DEL SIGNORE – Angelo Nocent”

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