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MALATO O SOFFERENTI ?

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MALATI O SOFFERENTI?

 

 

 

 

 

 

 

 

San Giovanni di Dio in nosocomio come pazzo tra i malati mentali…

 

 

 

 

 

 

 

Carissimo Salvatore,

          

                                                il giorno 8 Marzo ( 28 Novembre per la Chiesa Ambrosiana), non è solo la festa della donna ma anche di San Giovanni di Dio di cui noi molto umilmente ci sentiamo l’ultima espressione del suo carisma che alla fine del secolo è emerso con forza attraverso i nuovi santi canonizzati: San Giovanni Grande, San Benedetto Menni, San Riccardo Pampuri, i 71 santi martiri di Spagna…Altri in dirittura di arrivo… Abbiamo una Compagnia di santi dietro le spalle che fa paura…

 

In questo giorno, mentre la comunità se ne starà al lavoro, ignara di tutto, ti invito a rappresentarla, deponendo un cero davanti al SS. Sacramento come segno di condivisione della fiamma  della carità che nel santo di Granata era così viva, come dice la liturgia, che le fiamme dell’incendio scoppiato nell’ospedale Regio non lo lambirono nemmeno, mentre metteva in salvo i malati.

 

I Malati !

 

 

 

Metteteli al primo posto della pastorale e fiorirà la Chiesa locale. Prima di pretendere la gente in chiesa, provate a portare con discrezione la Chiesa della misericordia e della consolazione nelle case, facendovi com-passionevoli ma  anche cirenei della gioia.

 

In questi giorni ho maturato un’idea che mi sembra buona: bisogna sostituire la parola malati con sofferenti.

 

Cosa cambia? 

 

 

  • Innanzitutto si supera il concetto di malattia fisica, organica e si abbraccia anche la sofferenza psichica, emozionale e spirituale.
  • Secondariamente, si supera l’idea che il malato sia una persona bloccata, impotente, al quale dobbiamo solo dei servizi e delle attenzioni.
  • No: andiamo alla scuola del sofferente e mettiamolo in condizione di “fare” e di “insegnare” anche da un letto o da una poltrona.
  • Persona attiva, dunque, utile alla Comunità. Nei modi che gli appartengono: pregare, edificare con l’esempio, mandare a dire alla Comunità, fargli toccare concretamente che è nelle preghiere ma anche nei pensieri della Comunità;
  • fateli scrivere, quando è possibile,  e fate leggere nelle celebrazioni  i loro messaggi,
  • registrate la loro voce da far sentire negli incontri e le vostre voci da far udire nelle case; fatvi dire la loro esperienza di sofferente, fateli partecipi dei progetti che ha la Chiesa locale…
  • fateli sentire  protagonisti e non comprimari…
  • Solo in questo modo sarà più facile dire: offrite la vostra sofferenza perché non siete soli e noi siamo a condividerla, a intercedere per voi, perché la volontà di Dio si compia.
  • Cose difficili, lo so!  Ma bisogna allargare il cuore ed anche provare a dilatare la mente e la fantasia. I cirenei della gioia sono donne e uomini che hanno fantasia.                                  

     

    Ai ragazzi piace tanto intervistare con il registratore. Mandateli a registrare sul luogo, a raccogliere le lettere dei sofferenti, dei familiari. Anche coloro che non vengono i chiesa, a ragazzi così disarmanti, aprono la porta.

    Saggia regola: poche prediche…molto da imparare…mai noiosi come le mosche!

     

    All’offertorio, che i ragazzi portino sull’altare le lettere ed i messaggi raccolti e si trovi il modo  di fare un piccolo fuocherello su un braciere, aggiungendovi dell’incenso. Questo fumo salirà come “soave odore” a Dio gradito…e farà bene al cuore dell’Assemblea. E’ educativo per i giovani che scoppiano di salute.

     

    Non finirei di parlare con te ma non posso abusare della tua pazienza. Pertanto ti lascio con un caloroso a presto!  Se mi mandi l’indirizzo preciso ti farò avere delle immagini e delle biografie di San Riccardo.

     

    Dimmi se faccio bene a scrivere sulla vostra pagina degli ospiti. C’è qualcuno che legge ?

     

    Ti abbraccio. E buon San Giovanni di Dio, l’8 Marzo. Ti raccomando il cero!

     

    Shalom!

     

    Per San Giovanni di Dio la sofferenza non è soltanto fisica. La sua carità non conosce limiti: farsi tutto a tutti. Gli appartiene anche il mondo della prostituzione che affronta con la Passione di Cristo nel cuore…

    Al giovane LOUIS BAUTISTA , San GIOVANNI DI DIO così scriveva:

    “Mi sembra che andiate come barca senza remo…

    • Sarà bene che andiate a lacerare le vostre carni
    • e a soffrire vita dura,
    • fame e sete
    • e ignominie
    • e stanchezze
    • e angustie
    • e affanni
    • e contrarietà…”

    Shalom!

45 Risposte a “MALATO O SOFFERENTI ?”

  1. Losing snacking practice * choose wholesome whole-foods
    market as being a goblet of whole milk as opposed to Devoid of fat.
    One does not require any kind of mental preparation as well; one can simply take
    it any time. The FDA voted it down two years ago saying that
    it might cause heart problems, ‘brain fog’ and birth defects.

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