PER GRAZIA RICEVUTA – Richieste – Testimonianze

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Sono Alessia da Roma, e le volevo dare una bella testimonianza, come ben sa sono molto devota a San Riccardo e qualche tempo fa ero in macchina con altre due persone mie amiche, una delle mie amiche stava seduta dietro con suo figlio di un anno e mezzo.
Arrivate a destinazione si aprono gli sportelli e il bimbo della mia amica si butta quasi dalla macchina che e alta, lei per trattenerlo le tira il braccino ed il bambino da quel momento non muove piu il braccino.
E’ capitato almeno altre tre volte che al piccolo Domenico sia uscito osso del gomito e ogni volta c’è stato bisogno dell’ intervento del medico che fa al bambino una manovra e con parecchia sofferenza il braccino torna apposto ed e sempre servito l intervento del medico che appunto fa un manovra.
Scendo subito dalla macchina visto che guidavo io, e mi reco a vedere il bimbo, oltre che piangeva silenzioso un pianto sordo, il braccino sinistro non  esisteva piu, nel senso che il bambino non lo muoveva piu, vado vicino al bambino e mentre faccio una carezza al suo braccio invoco con tutto il mio cuore Riccardo Pampuri, saliamo tutti in macchina verso l’ospedale. Nel frattempo,  Domenico che prende il latte dalla mamma,  si addormenta dopo aver pianto un bel po’.
Arrivati davanti al pronto soccorso Laura scende dalla macchina e Domenico si sveglia e quando mi avvicino a lui ci accorgiamo che il braccino era apposto di nuovo e che il bambino si rivolge a me proprio con quella mano e mi chiede le chiavi della mia auto e io e Laura ci accorgiamo che per grazia Domenico era guarito. Lei mi spiega che non era mai successo e io le dico che avevo pregato san Riccardo e tutte e due ci mettiamo a piangere perche siamo convinte di aver avuto una grazia per intercessione del santo.

6 Febbraio 2012 a 21:56
San Riccardo ti chiedo la grazia di ridarmi mio marito che è smarrito e sembra non riuscire a trovare la strada per tornare. Aiutalo a capire il valore del nostro amore, fai che ritrovi se stesso, la persona fantastica che ho sposato e con cui voglio passare il resto della Mia vita felici ed innamorati come siamo sempre stati. Non so cosa sia successo e sono disposta a cancellare questi sofferti trascorsi per una vita pienamente d’amore come in tutti gli anni trascorsi insieme. Ti prego ascolta la Mia preghiera. Grazie di cuore. 

 Anonimo

 

10 Febbraio 2012 a 10:04  

Caro San Riccardo ti chiedo di affiancare Elvira in questo suo giorno…Ha bisogno della tua forza e del tuo sostegno. Fa’ che vada tutto velocemente…bene!!! Tu sai a cosa mi riferisco!
Grazie  per il tuo umportante ascolto. DONATELLA

Testimonianza del miracolo che viviamo e di cui siamo testimoni in San Bernardo, Cile.

Il giorno 8 dicembre del 2009 mio marito Oscar Mendez Silva di 60 anni, in lista per un trapianto di rene, con dialisi trisettimanale  per insufficienza renale cronica renale,  all’alba cominciò a manifestare tosse e soffocamento, pertanto lo accompagnammo con urgenza all’ospedale clinico dell’Università del Cile, luogo dove già effettuava la dialisi e dove si studiava un possibile trapianto.

Venne  ricoverato con i sintomi di un infarto silenzioso, ipotesi  che gli esami confermarono: infarto del miocardio con occlusione di tre arterie, da operare chirurgicamente mediante collocazione di un bye pass.

L’operazione venne fissata per il 14 /12/ 2009 dalle 8,00 del mattino alle 14,00.

Il mio tesoro sempre così positivo e tranquillo mi disse: “Non preoccupatevi, anche se sarò intubato ancora, starò meglio”

Il 14 dicembre lo salutammo, io e nostro figlio Nicolas, e cominciò così la nostra attesa e la nostra preghiera .

Alle 12.00  uscì l’anestesista dicendo che tutto procedeva bene e che avevano quasi finito.

Alle 14.00 mi chiamarono e mi dissero che stava succedendo qualcosa di brutto, che bisognava informarci perché era grave, ci dissero di rimanere nelle vicinanze che non si sapeva cosa sarebbe potuto succedere: nonostante i 4 bye pass collocati con successo, si era nuovamente dovuto attaccarlo alle macchine a causa di un sanguinamento di uno dei due polmoni.

Il dolore non era spiegabile, il pianto si impossessò di me insieme ad una fervente preghiera a voce alta, senza poterla controllare, il mio dramma la mia pena e la mia preghiera, confidando in Dio che non si sarebbe portato via il mio tesoro.

L’attesa fu interminabile, alle 17.30 ci chiamarono di nuovo dicendo che si era ad un 50% ,che continuava a sanguinare, ma non si sapeva da  che polmone, che si stava cercando di frenare l’emorragia e che ad ogni modo lo avrebbero portato fuori con un polmone artificiale, che era ancora molto grave , che c’era possibilità che morisse e che bisognava continuare ad aspettare e sperare.

Il pianto non mi abbandonò, tanto meno la fede e la preghiera. “Dio è vivo!  Resisti amore mio, ho bisogno di te”, e continuai a pregare insieme ai miei figli che ci accompagnavano in quei momenti.

Alle 21.00 vedemmo venire per il corridoio  una barella, lo portavano fuori; fu terribile! Il medico fece fermare la barella davanti a noi e disse: “Guardatelo, non lo vedrete per alcuni giorni, è in coma indotto, è grave , molto grave, con il torace aperto perché non lo abbiamo potuto chiudere, è gonfio dopo tante ore di sala operatoria, lo protegge una pelle artificiale, bisogna aspettare e nient’altro, noi faremo tutto il possibile, voi metteteci il sangue e la fede”.

Mentre attraversava la porta dell’unità coronarica ci fece notare che non si era reso necessario l’uso del polmone artificiale. Dio! Scoppiamo a piangere. Grazie Signore! Dissi io e questo fu il primo miracolo.

Il giorno dopo, l’unica che poteva entrare, avvicinarsi al vetro per guardarlo ero io.I medici e gli infermieri che ci trattavano con tanto affetto, mi dicevano che stava molto male, che era molto grave, questo era tutto, non si poteva fare nient’altro che sperare in Dio.

Il secondo giorno continuava ad essere molto grave; mi dicevano i medici che con questi pazienti non si può mai “dire”; era sempre grave, ma si era sgonfiato abbastanza da poter essere portato nuovamente in sala operatoria per la chiusura del torace.

Nuovamente l’incertezza; mi sostenne solo la preghiera. Il pianto mi accompagnava. Tornarono dopo due ore:  “E’ andata bene, bisogna continuare a  sperare, lui è ancora in coma”.

Il terzo giorno potei avvicinarmi e prenderlo per mano, era molto gonfio e dormiva. Mi avvicinai e pregai piangendo, con tutta la forza di cui ero capace.  “Amore mio, preghiamo e ringraziamo Dio per questo giorno in cui possiamo stare insieme, ti amo, mia vita, non lasciarmi”.

Quel pomeriggio arrivò mia figlia maggiore e mi disse: “Mamma, Jan Emilio ti manda questo santino da mettere sulla testata del letto e dice di rimandarglielo quando papà migliora, perché è sicuro che migliorerà, San Riccardo Pampuri lo farà migliorare”.

La mia fede era tanto grande che non lo misi in dubbio, dissi all’infermiera di mettere il santino sul cuscino e di tenerlo d’occhio, perché avrei dovuto restituirlo a miglioramento avvenuto. Mi rassicurò e di persona lo mise sul cuscino. Tutti i giorni, appena arrivavo, controllavo che San Riccardo fosse al suo posto a fianco del mio tesoro e pregavo con lui. Tutte le mattine chiamavo prima delle sette e la risposta era sempre la stessa: “Grave, molto grave”. Tutto il personale mi guardava con affetto e pena. Gli altri pazienti arrivavano gravi, ricuperavano e venivano spostati e i loro familiari che mi vedevano nei corridoi, mi chiedevano del mio Oscar. Era un dolore tanto grande, ma la nostra preghiera non cessava, ogni notte, sola con i miei quattro figli (Costanza, nicolas, Benjamin, Pamelita ) e mio nipote, il piccolo Cristian pregavamo il Rosario e San Riccardo Pampuri che lo proteggesse, lo curasse… il dolore era tanto grande e le speranze poche, ma la mia fede, la mia preghiera non vennero mai meno. Mi aggrappai a San Riccardo con forza e con la certezza e la forza con cui me lo mandarono.

Il mio amore rimase in coma 11 giorni, il nono il medico mi disse che continuava ad essere grave, però stabile, che avevano deciso di incominciare ad abbassare le dosi di medicine per vedere se si sarebbe svegliato e vedere che cosa sarebbe successo.

L’undicesimo giorno aprì un poco gli occhi e a poco a poco incominciò a svegliarsi.

Il quindicesimo giorno lo estubarono e la dottoressa di turno quel giorno mi si avvicinò e mi disse: “Molto miracoloso il tuo santino, questo tipo di pazienti non resistono, se ne vanno, molto miracoloso”.

Un mese dopo fu spostato in reparto e continuò la riabilitazione e dopo un altro mese e mezzo fu dichiarato guarito.

Oggi, otto mesi dopo l’operazione, sta molto bene, nonostante i limiti della sua condizione, la dialisi e tutto quanto successo.

L’ho accompagnato ad un controllo un paio di settimane fa e il miracolo rifiorisce: il dottore dice che il by pass funziona molto bene, che la parte non sottoposta all’intervento presenta i segni propri dell’età, ma che il polmone funziona bene.

Dio! Grazie! Signore, grazie San Riccardo Pampuri e a tutti i santi a cui l’ho raccomandato e grazie, dico ancora tutti i giorni aprendo gli occhi.

I medici, gli infermieri , l’immunologa, tutti dicono che è un miracolo,.Come dissi al medico dopo il primo controllo dalle dimissioni: “Abbiamo fatto una bella squadra: voi avete fatto il possibile per curarlo e la nostra fede era molta, non si immagina neanche la quantità di preghiere degli amici per la vita del mio amore e la protezione di San Riccardo Pampuri”.

Il primo giorno che parlò mi disse: “Sono tanto stanco, amore mio, tanto stanco, ho dovuto lottare tanto, sono andato a casa, al vostro fianco, non mi avete visto e sono andato alla clinica (al suo lavoro ), ho dovuto correre tanto e dovevo sempre arrivare primo”. Questa testimonianza mi diede un gran dolore, poi gli dissi : “Questo santino te lo manda Jan Emilio, ti ha salvato lui, vita mia, grazie a lui siamo ancora insieme”. “Sì, lo so”, rispose  e da allora non si è più separato da quell’immaginetta, fino ad oggi per mandarla con questa testimonianza in Italia. 

Grazie S. Riccardo Pampuri per la vita di mio marito; ti ringraziano i miei figli, parenti e il mio amore per la possibilità di tornare a stare insieme. Grazie, perché intercedi per noi presso Dio.  Alejandra Fuentes Pizarro – San Bernardo, agosto 2010

7 Febbraio 2012 a 9:24

Caro San Riccardo,
ancora una volta scrivo per implorare la tua intercessione: domani devo sostenere un esame importante, per cui ho studiato molto… ispira la mia mente e la mia voce e ispira benevolenza verso di me ai mie esaminatori così da poter raggiungere un buon risultato.

Grazie per essermi sempre vicino e accompagnarmi nella vita.

Veni Sante Spirirus, Veni per Mariam!  ANDREA

Elena Maya Akisada Nocent

ELENA

29 Marzo 1978 – 8 Marzo 2013

LA MISERICORDIA DEL SIGNORE

TUTTA LA VITA CANTERO’:

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15 thoughts on “PER GRAZIA RICEVUTA – Richieste – Testimonianze

  1. SAN RICCARDO, intercedi con noi,
    intercedei per lei, M.

    Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

    Signore, non siamo degni ma se dici anche una sola parola, guarirà.
    Non per i nostri meriti, ma per la fede della tua Chiesa.

  2. Grazie, Riccardo per avermi fatto incontrare nuovamente con Nadia.
    Ha il morale a pezzi. Vai a coccolarla un po’…
    E intercedi con noi. Perché a Dio nulla è impossibile…
    Grazie.

  3. San Riccardo, di sicuro conoscerai il mio tanto amato parroco padre Alessandro, deve essere con nella gloria del cielo a pregare per noi peccatori. Speriamo che i nostri cuori si convertino sempre più all’amore del Signore, per poter glorificare sempre il suo nome. Pregate per i miei genitori per la loro salute dell’anima e del corpo.

  4. Oggi San Riccardo voglio affidarti la mia famiglia in particolare i miei figli, guardali e proteggili.

  5. Caro San Riccardo, solo in questi giorni ti ho conosciuto, ti chiedo di intercedere presso il Signore per una grazia che mi sta molto a cuore. Ti prego aiutami da lassù a pregare per mio padre affinchè l’esame che deve fare fra pochi giorni risulti negativo. e possa continuare a farsi solo le istillazioni senza ricorrere mai più a nessun intervento. Grazie per le tue preghiere.

  6. San Riccardo, hai visto gli esami?
    Oggi li porterò a Caravaggio, ai piedi della Madonna.
    Fatti trovare.

  7. ■“Lo Spirito Santo viene in aiuto della nostra debolezza, perché noi non sappiamo neppure come dobbiamo pregare, mentre lo Spirito stesso prega per noi con sospiri che non si possono spiegare a parole.

    ■E Dio che conosce i nostri cuori, conosce anche le intenzioni dello Spirito che prega per i credenti come Dio vuole” (Romani 8, 26-27)

    Per intercessione di San Riccardo, Ti chiedo Signore di restituire la salute a Michie in questo momento difficile. Se tu vuoi, puoi guarirla.

  8. Domani è un giorno speciale.
    Aiutami.
    Stammi vicino.Che non sia una occasione sprecata.
    Prega per me.

  9. “Amici di San Riccardo Pampuri” ha scritto:

    “Ciao Angelo, benvenuto, proprio nel giorno in cui di un grande amico di S. Riccardo ( Don GIUSSANI) incomincia il processo di beatificazione.

    Secondo me è un segno di S. Riccardo, in quest’anno trentennale del miracolo a Manuel.

    Se vuoi, e volentieri, potremmo unire gli sforzi collegando il tuo sito e questa pagina Facebooke. Restiamo in contatto, io ho novità da segnalarti e spero di ricominciare questa domenica ad essere presente a Trivolzio con i miei libri.
    STEFANO

    RICHIESTA DI PREGHIERA: in questo bel giorno che ciascuno di noi affidi alle mani di S. Riccardo la vita di ANNA PANCIROLI.
    STEFANO

    SIGNORE,
    CHE IL TUO REGNO VENGA,
    CHE LA TUA VOLONTA’ SI COMPIA.

    Veni, Sancte Spiritus,
    Veni per Mariam
    .

    VIENI SANTO SPIRITO,
    VIENI PER MEZZO DI MARIA.

  10. Signore, oggi sono qui a invocarti, con l’intercessore San Riccardo, PER CONTO TERZI.

    Sono tanti i nomi che mi scorrono nella mente e non vorrei omettere nessuno di quei bisognosi di Te che ho incontrato sul mio cammino, da Oriente ad Occidente, e che Ti sono noti.

    Quando hai guarito il paralitico che ti era stato calato dal tetto, lo hai fatto non per la sua fede ma per quella dei suoi trasportatori che per lui si sono fatti da tramite.

    Tu, Gesù, hai ammirato una fede che si fa carico del dolore e delle spranze di un altro.
    Solo che la mia è una povera fede. Ma Tu, benevolo, guarda al peso di coloro che sono oppressi dalle avversità e alza la Tua mano liberatrice.

    In quanto a me, Ti chiedo umilmente di alimentare la mia lampada affinché possa credere anche per chi non crede o è profondamente amareggiato e deluso.

    “Cuore divino di Gesù,
    ■io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa,
    ■in unione al Sacrificio eucaristico,
    ■le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno:
    ■in riparazione dei peccati,
    ■per la salvezza di tutti gli uomini,
    ■nella grazia dello Spirito Santo,
    ■a gloria del divin Padre.”

  11. Insisti, ti prego.
    Tu sei vicino a Lui.Puoi.
    Tu vedi che non so che altro fare.
    Ti prego.

  12. SAN RICCARDO, Ti affido k. in questo giorno di San Valentino.
    Tu conosci la sua situazione e lo stato di bisogno in cui si trova.
    E’ molto fragile e necessita sia della tua presenza discreta che del tuo sostegno.
    ***

    “Credo in te, Signore, nato da Maria:
    Figlio eterno e santo, uomo come noi.
    Morto per amore, vivo in mezzo a noi:
    una sola cosa con il Padre e con i tuoi,
    fino a quando – io lo so – tu ritornerai
    per aprirci il regno di Dio.”

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