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SAN RICCARDO PAMPURI – SINTESI BIOGRAFICA


 

«… nei santi il colloquio con le creature non è che l’eco, il frutto e la testimonianza del loro colloquio con Dio. Il rapporto intimo del santo con Dio è legato a un segreto, chiuso ad ogni profano sguardo: il campo della santità sta esattamente agli antipodi di quello della curiosità. Ogni santo ha avuto il suo segreto che l’ha legato a Dio nell’abbandono della piena immolazione: quel che a noi, all’oscuro come siamo di quel segreto, sembra discontinuo o anche repellente per le nostre quattro mezze idee che ci tiranneggiano, trova in esso il vero punto di raccordo e la chiave delle armonie che lo Spirito Santo trae dalla fragile natura umana quando ascolta docilmente i suoi ineffabili inviti.» Cornelio Fabro 


 

Nel Novecento la Diocesi di Pavia ha conosciuto tre luminose figure di religiosi e sacerdoti, la cui vita ha lasciato un segno profondo e una eredità tuttora molto viva e operante. Le loro esistenze e attività non si intrecciano cronologicamente, ma lungo il corso del secolo si passano, per così dire, il testimone luminoso di un impegno cristiano che, con modalità e carismi diversi, mostra quanto possa essere incisiva la fede per i bisogni e i problemi del nostro tempo.
San Riccardo Pampuri – I primi tre decenni del secolo vedono svolgersi la vita, breve, intensa e semplice, di San Riccardo Pampuri, medico e religioso dei Fatebenefratelli, morto nel 1930 a soli trentatré anni. Decimo di undici figli, Erminio nasce il 2 agosto 1897 a Trivolzio, piccolo paese della campagna pavese. All’età di tre anni, dopo la morte della mamma, viene affidato agli zii materni Carlo e Maria Campari, a Torrino, una frazione di Trivolzio, mentre la famiglia si sposta a Milano. Ottenuta la maturità liceale, si iscrive alla facoltà di Medicina a Pavia, seguendo le orme dello zio Carlo. È l’inizio della Prima Guerra Mondiale. In Università il giovane studente trova un clima profondamente segnato dal positivismo, dal laicismo, e da agitazioni studentesche di carattere politico e sociale. In quello stesso ambiente pochi anni prima il giovane Gemelli, ancora lontano dal cristianesimo, si era formato ed aveva militato, distinguendosi per posizioni accese e radicali. Erminio partecipa alla vita studentesca attraverso il Circolo cattolico Severino Boezio. Durante una sollevazione studentesca fu l’unico ad accostarsi ai corpi di due studenti gravemente feriti confortandoli con la preghiera. Nel 1917 viene arruolato nella 3ª Compagnia Sanità e inviato a Vittorio Veneto. Durante la ritirata di Caporetto gli ufficiali medici della sua compagnia abbandonano tutto il materiale sanitario e fuggono con i soldati. Erminio, non volendo che medicinali tanto preziosi andassero perduti, li carica su un carretto trainato da una mucca e solo, sfidando il nemico sotto una pioggia battente, cammina per ventiquattro ore verso la sua Compagnia, che raggiunge quando ormai lo davano per disperso. Il fatto gli costa una grave pleurite da cui non guarirà mai completamente. Per questo viene decorato con la medaglia di bronzo. Divenuto Terziario Francescano con il nome di Antonio, si laurea a pieni voti il 6 luglio 1921. Accompagnato dalla sorella Margherita, per sei anni esercita la professione di medico condotto a Morimondo, piccolo paese della Bassa non lontano da Trivolzio. Qui non ha un attimo di sosta sia nella cura dei corpi che delle anime. Chiamato in qualsiasi ora, istituisce persino una mutua. Non di rado, oltre al conto del farmacista paga anche quello del macellaio, del panettiere… Diviene il centro affettivo del paese. Per riunire i giovani fonda il circolo di Azione Cattolica e mette in piedi un Corpo musicale. Nel 1927 entra nell’Ordine ospitaliero dei Fatebenefratelli a Milano, dopo che per il suo stato di salute era stato rifiutato da Gesuiti e Francescani. Riceve il nome di Riccardo e l’anno dopo emette la professione solenne. Gli viene affidato il gabinetto dentistico, ma non disdegna i lavori più umili. “Il primo a maneggiare la scopa, a vuotare vasi e sputacchiere. E quando gli veniva richiesto, con uguale naturalezza, a indossare la vestaglia bianca e iniziare le visite” si legge nel processo di beatificazione. Nell’agosto del 1929 un’infiammazione polmonare lo costringe a trascorrere un periodo di riposo a Torrino. Le sue condizioni sono ormai gravi e il 18 aprile del 1930, su insistenza dei parenti, viene trasportato da Brescia nel convento-ospedale San Giuseppe a Milano. Muore il 1° maggio, a soli 33 anni. Studente cristiano in ambiente laicista e positivista, conciliò senza cedimenti la ricerca scientifica e l’approfondimento e aperta professione della fede. Divenuto medico, cercò la santità nella vita professionale e nella sensibilità ai poveri, non in altro che nell’esercizio quotidiano della professione e nella carità, e per questo è esemplare per l’oggi della società e della Chiesa. L’efficacia taumaturgica della sua intercessione (dimostrata da non pochi miracoli) sembra voler continuare nell’oggi la sua professione medica. Il processo di canonizzazione fu aperto nel 1949 dal Cardinale di Milano Ildefonso Schuster. Nel 1981 venne proclama beato, nel 1989 santo da Giovanni Paolo

vedi http://sanriccardopampuri.splinder.com

5 Risposte a “SAN RICCARDO PAMPURI – SINTESI BIOGRAFICA”

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