IL SASSO NELLO STAGNO – Laici al Capitolo Generale Fatebenefratelli 2007 il giorno dopo – Angelo Nocent

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IL SASSO NELLO STAGNO

Salvino Leone è uno dei delegati laici al 66° Capitolo Generale dei Fatebenefratelli che si è svolto quest’anno. Con e-mail del 23/05/2007, mi ha manifestato il suo sostanziale dissenso su quanto ho avuto modo di scrivere nell’ultimo numero della rivista sui “laici al Capitolo Generale”.

 

Ho ritenuto di riportare il testo integrale della lettera, ovviamente con l’avvallo dell’autore, nella speranza che le considerazioni espresse del medico di Palermo suscitino dibattito. Resta così aperta la possibilità di ritornarci sopra.

 

L’articolo di riferimento:

religiosi-e-laici-nella-gioia-della-fede-e-nella-prospettiva-della-missione-a-nocent/

capitolo-generale-66-rappresentanti-laici

Al centro il Prof. Salvino Leone

 

Preg.mo Angelo Nocent

 

ho letto il suo articolo sui “collaboratori laici” pubblicato sulla rivista Fatebenefratelli e devo dire che sono rimasto sinceramente addolorato per la violenza e la durezza di alcune sue critiche nei confronti del documento da noi prodotto. Certo nessuno ritiene che questo non possa essere esente da critiche ma quelle che lei formula mi sembrano non solo ingiustificate ma anche offensive, per più di un motivo.

 

1)     Innanzitutto perché il documento è stato redatto da persone che da numerosi anni (qualcuno anche da più decenni) lavorano fianco a fianco con i Fatebenefratelli condividendone pienamente il carisma e le quotidiane fatiche. Conoscono molto bene, quindi e condividono lo spirito di umiltà, povertà ecc. del quale, a suo avviso sembrerebbero privi.

2)     Non sono certo arrivati con “povertà di idee” ma le ricordo che canonicamente non avevano alcuna “voce in capitolo” essendo lo stesso riservato ai Religiosi. Per cui è stato un atto di grande apertura e profezia, da parte dei Religiosi, l’averci chiamato a presentare un documento.

3)     La Scuola dell’Ospitalità era una semplice e opinabile proposta operativa e, come tale, giustamente collocata alla fine. Il carisma “già posseduto” non si riferisce di certo a tutti i laici ma a quelli che, non per loro scelta ma perdono dello Spirito, lo incarnano già. Riconosciuto o meno.

4)     I laici non “vogliono contare” (ma non è laico anche lei?) ma solo servire insieme ai FBF e stanno dando alcuni possibili suggerimenti per farlo. Il riferimento all’aspetto dottrinale non è nostro ma del card. Newmann e della teologia conciliare. D’altra parte un Ordine non fa affermazioni dottrinali.

5)     Tutti gli aspetti religiosi (affidamento alla Provvidenza, profezia, dimensione sapienziale ecc.) appartengono all’essere dei laici e il Capitolo non ci chiedeva una trattazione sulla teologia del laicato ma “cosa chiedono i laici all’Ordine”.

6)     Mi consenta di dirle che tutti noi non equivochiamo, sappiamo bene cos’è il laicato e il suo rapporto con la vita religiosa. Peraltro mi permetto ricordare che dai tempi del Decretum di Graziano che prevedeva “duo genera Christianorum” alla Christifideles laici e alla Vita Consecrata sono passati più di 8 secoli e la teologia del laicato e della vita religiosa è molto cambiata. Peraltro quanto detto è stato pienamente condiviso dai religiosi che non hanno ravvisato alcuna “volontà sostitutiva” ma solo un fraterno aiuto a venire in soccorso con una forte presenza carismatica laddove la penuria di religiosi avrebbe fatto chiudere una casa.

7)     Ancora più offensivo e calunnioso mi pare il dubbio sul superamento delle logiche “proprietarie” che, contrariamentea quanto lei dice è proprio…francescana. Tutti i laici presenti e i tanti altri che rappresentavamo erano persone che con spirito di sacrificio e abnegazione hanno dato e danno il loro contributo. Certo anche come operai degni della giusta mercede ma ben al di là di quello. Nessuno vuol diventare proprietario o alcuna rivendicazione in tal senso.

8)     10) Quanto alla “farneticazione pura” delle opere gestite da laici è quanto ormai da parecchi anni avviene in molte parti dell’Ordine, con la piena approvazione del Consiglio Generale e l’auspicio che questo possa anche ampliarsi consentendo una piena sopravvivenza e diffusione carismatica, quindi caritativa ed evangelizzatrice. Se questa è farneticazione !!

Ci sarebbero molte altre cose da dire ma mi fermo qui augurandomi che il suo sincero desiderio di una diversa e migliore presenza dei laici possa trovare le più consone vie di espressione. Forse non saranno le nostre ma proprio perché non abbiamo alcuno spirito di protagonismo o prevaricazione l’importante è che si realizzino per il bene dei bisognosi e la gloria di Dio.

Fraternamente, Salvino Leone

Da FATEBENEFRATELLI Luglio/Settembre 20071-Immagini INT4

Salvino Leone è uno dei delegati al 66° Capitolo Generale Fatebenefratelli che si è svolto in Gennaio.


Con la sua è-mail del 23/05/007, mi ha offerto un’opportunità di riscatto: ricredermi su quanto ho scritto sui “LAICI AL CAPITOLO” nel numero precedente di questa rivista.

Così ho risposto a caldo un’ulteriore considerazione aggiuntiva ma senza pubblicare.

Sono appasti setti anno ma sembra trascorso un secolo. Sull’argomento è sceso il sipario e nello stagno, a gracidare, restano solo i ranocchi.

Stagno e ranocchi

“Del mio intervento, ciò che il Salvino coglie, rimarca e, soprattutto quanto lo rammarica, sono la mia violenza verbale e durezza di linguaggio. Le mie critiche a lui sembrano ingiustificate, offensive e calunniose. Ma ci sarebbero “molte altre cose da dire”. La lettera si chiude con un l’auspicio per il futuro che io possa trovare “più consone vie di espressione”.

In sostanza, par di capire che la petizione al Capitolo sta bene com’è. D’altra parte, non sarebbe nemmeno possibile ritirarla o rivederla. Dunque, che fare?

Da parte mia posso cercare di fare tesoro dei suggerimenti e provare ad usare un linguaggio più “consono”. Ma non posso che mantenere la mia riserva sulla sostanza della petizione che i chiarimenti dell’illustre medico non hanno dissipato. Del resto, sulla buona fede dei redatori non nutrivo dubbi ed avevo già espresso largo riconoscimento proprio in quel contesto.

Ad un altro laico partecipante che mi ha fatto pervenire il suo disappunto, esigendo che mantenessi l’anonimato, ho inviato privatamente la seguente risposta che consiste in nuove domande che sono ancora lì imbalsamate ma non prive di senso.

Cosa c’è di positivo in tutto questo? Che il sasso gettato nello stagno ha sortito l’effetto, per me insperato, di smuovere le acque di un dibattito stanco e fatto di luoghi comuni, di far scoprire le carte e mettere in luce quanto di consistenza vi sia dietro il lait motif “laici collaboratori”. A me pare di udire solo la voce di qualche solista ma il coro non si sente. Che canti a bocca chiusa? Strano: in quello famoso di Puccini, in Madama Butterfly, si sente eccome! Ed è suggestivo, straziante, convincente.

 IN COSTRUZIONE

1-San Giovanni di Dio - El camarin

Salvino Leone è uno dei delegati al 66° Capitolo Generale Fatebenefratelli che si è svolto in Gennaio. Con la sua è-mail del 23/05/007 mi ha offerto un’opportunità di riscatto: ricredermi su quanto ho scritto sui “LAICI AL CAPITOLO” nel numero precedente della rivista FTEBENEFRATELLI. Questa sua è stata pubblicta. Ma ho desistito dal replicare per evitare inutili polemiche. Ma la replica c’era ed è saltata fuori in questi giorni frugando tra le carte. Ormai, assopiti gli animi, la si può ora mettere in circolazione. Perché, a caldo, erano emerse nuove considerazioni che trovo ancora di attualità. Noi passiamo ma i posteri hanno diritto di sapere certe cose per vederci un po’ più chiaro.

Sono appasti setti anni soltanto ma a me sembra trascorso un secolo. Sull’argomento è sceso il sipario e nello stagno e, aquanto pare,a gracidare, sono rimasti soltanto i ranocchi.

Stagno e ranocchi

In costruzione …